Torrealta, di RaiNews24, presenta l'anteprima di un'intervista a un veterano Usa che denuncia: usammo l'atomica in Iraq nel 1991
''Di giornali italiani ce n'erano
pochissimi, ma c'erano colleghi iraniani, russi, giapponesi,
spagnoli. Fa riflettere''. Maurizio Torrealta di RaiNews24 ha
presentato oggi, in anteprima, l'ultima inchiesta che apre uno
scenario inquietante. Gli Stati Uniti, durante la guerra del Golfo
nel 1991, per la precisione l'ultimo giorno del conflitto, avrebbero
sganciato nei pressi di Bassora, nell'Iraq meridionale, una testata
atomica della potenza di cinque kilotoni.
Un fantasma
ingombrante. Per intenderci, quella sganciata su Nagasaki nel
1945 era di una potenza di ventidue chilotoni, quindi si tratta di
una 'testata nucleare piccola'. Ma questo non rende meno grave quello
che sarebbe accaduto. ''Un intervento su sito canadese di un
veterano statunitense, trovato in internet, ha dato avvio
all'inchiesta'', racconta Torrealta. ''Raccontava di un ordigno
atomico sganciato nei pressi di Bassora, vicino al confine con
l'Iran, durante l'operazione chiamata
Desert Storm (l'attacco
all'Iraq guidato dagli Usa nel 1991, dopo l'invasione del Kuwait da
parte delle truppe di Saddam
ndr)
. Da quel
momento ci siamo attivati e siamo riusciti a entrare in contatto con
il veterano Usa. Abbiamo lavorato un anno per convincerlo a farsi
intervistare in video e a raccontare la sua storia, cha ha confermato
punto per punto. Allora abbiamo incrociato le sue dichiarazioni con
le rilevazioni del
Seismological
International Center (struttura non governativa tedesca che
monitora gli eventi sismici del mondo
ndr). Potrebbe essere
solo una coincidenza, ma nello stesso giorno i sismografi hanno
registrato un'attività pari a quella che potrebbe scatenare
una bomba del genere nella stessa zona della denuncia del veterano
Usa''.
Questo
potrebbe risolvere ogni dubbio? ''La prova definitiva sarebbe data
dalla registrazione delle onde dell'evento sismico, per capire se
sono di superficie o di profondità'', risponde il giornalista
di RaiNews24, ''perché in quel caso il dubbio si
risolverebbe, in quanto se fossero di superficie è ovvio che
non si sarebbe trattato di un terremoto''. Sembrerebbe un fatto
semplice, ma non è così. ''Per fare questa verifica
serve la collaborazione di diversi centri sismici, nove in tutto il
mondo, che hanno registrato l'evento sismico. L'argomento è
delicato, e scatena fantasmi particolari. Noi apriamo il nostro
lavoro a tutti, invitando chiunque abbia informazioni in questo senso
a collaborare con noi, per accertare la verità''.
Un'altra
rappresaglia? Un altro elemento importante che supporterebbe
questa tesi è che, come spiega il giornalista, ''il tasso di
mortalità annua, a Bassora, è passato da 32 nel 1989 a
più di 600 nel 2002''.
Pare un lavoro complesso, ma che
con la buona volontà necessaria si potrebbe realizzare. ''Si,
anche perché oggi abbiamo presentato solo un'anteprima di
un'intervista molto più lunga. Il militare Usa racconta un
sacco di cose che vanno verificate'', spiega Torrealta, ''ma che non
devono essere ignorate. Lui, ad esempio, sostiene che tra il 1 e il 3
marzo 2002, in Afghanistan, è stato utilizzato un ordigno
simile. Una dichiarazione che non può restare senza una
verifica e che chiama tutti a indagini accurate, a lavorare insieme,
con le competenze necessarie. Sarebbe gravissimo se, nel silenzio più
assoluto, fosse stata utilizzata un'arma atomica. La radioattività
lascia traccia''.
Un dubbio pesante come un macigno, ma perché
da un punto di vista tattico o strategico gli Usa avrebbero sganciato
una bomba atomica l'ultimo giorno del conflitto, ormai vinto? Perché
lo avrebbero fatto contro quegli sciiti che, prima di essere
abbandonati a loro stessi, si erano sollevati contro Saddam aiutando
le truppe della Coalizione?
''Per
noi la priorità era verificare se quello che il militare
raccontava fosse vero'', risponde Torrealta, ''poi sul perché
una scelta di questo tipo possa essere stata fatta non mi pronuncio.
Abbiamo fatto solo delle ipotesi. Due giorni prima della fine del
conflitto, un missile Scud aveva colpito una base Usa
uccidendo ventotto militari statunitensi. L'amministrazione di Bush
padre aveva da sempre dichiarato che avrebbero utilizzato l'atomica
se fossero stati attaccati con armi chimiche o batteriologiche. Ma
tutta la questione dell'uso dell'atomica, in quel conflitto, era
ambigua. L'allora Segretario di Stato Usa James Baker III, sulla
questione, aveva coniato la 'dottrina dell'ambiguità
calcolata': non si negava e non si confermava l'eventuale uso di armi
atomiche. Non sarebbe neanche l'unica rappresaglia per l'attacco alla
base Usa, visto che il giorno dopo venne attaccato un convoglio in
fuga dal Kuwait. E fu una strage''.