08/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Guatemala, rientra nel Paese l'ex presidente Portillo accusato di corruzione e furto e rifugiato da tempo in Messico
L'ex presidente guatemalteco Alfonso Portillo si è consegnato alle autorità messicane in attesa di essere estradato nel suo paese d'origine dove deve difendersi davanti ai giudici che lo accusano di corruzione.

Portillo era fuggito dal Guatemala nel 2004 poco tempo dopo il termine del suo mandato presidenziale per rifugiarsi in Messico, dove ha risieduto per anni grazie ad un visto di lavoro: era occupato come consulente finanziario per un'azienda del settore delle costruzioni. Ora il suo dorato buen retiro sembra essere finito. Pesanti le accuse che lo riguardano: corruzione, riciclaggio di denaro, furto. Ed è proprio l'accusa di furto quella che potrebbe determinare per Portillo una dura condanna. Pare infatti che durante il periodo in cui era presidente Portillo fece trasferire una cifra pari a 15 milioni di dollari Usa dal conto del ministero della Difesa a quello di alcuni suoi collaboratori.

Dura la lotta. Portillo però non ha mai dato la sua disponibilità alle autorità del Guatemala e la querelle sulla sua estradizione è andata avanti a lungo nonostante dal 2006 la Cancelleria messicana avesse già deliberato la sua estradizione. Per un paio d'anni la lotta dell'ex presidente contro la decisione della cancelleria messicana ha avuto buoni risultati. Ora è tutto finito. Ma Portillo ha proclamato ancora una volta la sua innocenza e si è detto fiducioso sul lavoro del tribunale guatemalteco.
Nonostante le accusa molto pesanti al suo arrivo all'aeroporto è stato acclamato come una star dai suoi fedelissimi che pare non l'abbiano dimenticato.
Secondo alcuni analisti politici l'arrivo di Portillo in Guatemala potrebbe essere frutto di alcuni accordi fra stati e con lo stesso ex presidente che potrebbe pensare di restare in libertà nonostante i pesanti capi d'accusa.

Alessandro Grandi

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