Altre quattro persone sono morte nella notte nelle violenze tra musulmani e indù
che stanno insanguinando da giorni lo stato indiano nord-orientale di Assam. La
polizia indiana sta cercando di riprendere il controllo del territorio con posti
di blocco in ogni villaggio e pattugliamenti con elicotteri.

Il bilancio degli scontri, scatenati dalle locali tribù indù, è finora di almeno
47 morti e 85 mila sfollati. L'obiettivo delle violenze sono gli immigrati musulmani
venuti dal Bangladesh per lavorare nelle piantagioni di gomma. Secondo le autorità
locali, dietro questa nuova ondata di violenza ci sono i separatisti tribali del
Fronte Nazionale Democratico del Bodoland (Ndfb) che accusano il governo di usare
l'immigrazione come arma demografica contro le emarginate popolazioni indigene
locali.
Un altro movimento separatista locale, il Fronte Unito per la Liberazione dell'Assam
(Ulfa) lo scorso anno aveva scatenato analoghi episodi di violenza contro i lavoratori
immigrati prevenienti dal Bihar.