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Dopo la bocciatura della legge da parte della Camera dei rappresentanti, ieri sera il Senato statunitense ha approvato a larga maggioranza l'Economic Stabilization Act, il piano di salvataggio del sistema finanziario messo a punto dal segretario al Tesoro Henry Paulson.
Nel pacchetto da 700 miliardi di dollari - un documento lievitato dalle tre pagine
originali a 450 - sono stati inseriti ulteriori emendamenti a difesa della classe
media, come l'innalzamento da 100mila a 250mila dollari dell'assicurazione federale
sui depositi bancari, e 150 miliardi di sgravi fiscali per le piccole aziende.
La bozza passerà domani all'esame della Camera, che lunedì - col voto contrario
di due terzi dei repubblicani e di quattro democratici su dieci - aveva messo
al tappeto il progetto ideato da Paulson per dare ossigeno alle banche di Wall
Street, creando il panico sui mercati azionari.
"Ora anche la Camera deve votare a favore", ha detto il presidente George W. Bush, secondo cui le modifiche apportate al testo rendono digeribile il piano sia a repubblicani che democratici. Al Senato il testo è stato approvato con 74 foti a favore contro 25: tra i "sì" anche quelli dei candidati presidenziali Barack Obama e John McCain. Obama a un certo punto ha attraversato l'aula per stringere la mano al rivale McCain, ma il suo gesto è stato accolto con molta freddezza. McCain non ha fatto dichiarazioni di voto. Obama ha parlato per 13 minuti incitando ad approvare il piano