01/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Emmanuel: Pestato e umiliato in questa città 'civile'
Dal nostro inviato
 
Emmanuel è negro. Non aveva bisogno che glielo scrivessero - stando a quanto racconta - sulla busta che la polizia municipale di Parma gli ha riconsegnato con i suoi effetti personali. Dopo averlo fermato, ammanettato, picchiato, minacciato, insultato, trattenuto al Comando per ore. Lo sa che è negro, che glielo scrivono a fare, si domanda. Stando al suo racconto, Emmanuel Foster Bonsu, che da 6 anni vive a Parma e frequenta le serali all'Itis per diventare progettista meccanico, è certo che la sua versione dei fatti sia quella ufficiale: "Mi hanno fermato al parco Falcone e Borsellino, di fronte alla scuola. Non sapevo chi fossero. Mi hanno preso da dietro e ho cercato di fuggire. Poi mi hanno ammanettato, messo con la faccia a terra, puntato la pistola, picchiato".
 
Emmanuel"Si era opposto all'arresto". Questo il resoconto di quanto accaduto lunedì pomeriggio dopo le 6 e mezza, nella città del vivere (e del mangiar) bene, che ha inaugurato oggi il festival verdiano, un mese di celebrazioni, concerti, spettacoli teatrali dedicati al grande compositore di Busseto. La denuncia depositata ieri dal giovane al comando dei Carabinieri di via delle Fonderie registra un episodio di una gravità inaudita. Ma sia l'assessore alla Sicurezza di Parma, Costantino Monteverdi, sia il comandante uscente - ha terminato ieri il suo incarico - Emma Monguidi, negano che il giovane abbia subito violenze e umiliazioni ad opera degli agenti. "Sì è opposto all'arresto, e questo ha dato origine a una colluttazione nella quale due agenti sono rimasti feriti". E l'occhio tumefatto di Emmanuel? "Una conseguenza della concitazione che ha caratterizzato il fermo". La scritta 'negro' sulla busta? "Forse l'ha fatta lui".
 
Le 'civette' dei giornali localiNel posto sbagliato. Emmanuel vive in via Euclide, zona orientale della città. La sua famiglia è arrivata a Parma 13 anni fa, con il ricongiungimento ottenuto dal padre Alex. Emmanuel ha quattro fratelli, due ragazzi e due ragazze. Studiano tutti. La più piccola, Priscilla, ha 10 anni. "Mai nessun fatto di intolleranza, di razzismo", tiene a precisare il papà. "Quando ci ha chiamato, dopo tre ore al Comando della polizia municipale, non potevamo crederci. Siamo arrivati, l'abbiamo visto con l'occhio gonfio e abbiamo deciso di sporgere denuncia. Mio figlio non ha mai spacciato. Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato". Al parco Falcone i vigili urbani in borghese hanno arrestato un maghrebino per possesso di stupefacenti. Emmanuel è stato fermato perchè gli agenti pensavano fosse il 'palo'. "Prima di entrare a scuola sono andato al parco per fare un giro in bici - ha spiegato il giovane -. Ho sentito una voce dietro di me: 'Fermati, fermati', mi hanno preso le mani. Io ho avuto paura e ho provato a fuggire, perchè erano in borghese e non sapevo che erano vigili urbani. Poi sono arrivate altre persone, mi hanno picchiato, mi hanno messo a terra, con un piede sulla testa e una pistola puntata. Dopo che mi hanno perquisito, mi hanno portato in macchina. In tasca hanno trovato un lucidalabbra, sei euro e l'abbonamento dell'autobus". Cercavano la droga. "Sì, ma io non sono uno spacciatore. Nella sede del Comando mi hanno fatto spogliare, mi hanno obbligato a firmare dei documenti. Io volevo chiamare i miei, ma non me l'hanno permesso. Alla fine ho ceduto, e ho firmato. E' lì che, dopo quattro ore, mi hanno riconsegnato i documenti".
 
Emmanuel negroChi ha scritto 'negro' sulla busta? "Dicono che sono stato io a scriverla. Ma io scrivo 'Emmanuel con due emme. Poi io scrivo 'Emmanuel Bonsu'. Dopo il pronto soccorso abbiamo pensato di andare a sporgere denuncia. Abbiamo potuto farla solo il giorno dopo. I Carabinieri mi hanno trattato veramente bene". Non ti era mai successo un fatto così, da quando stai in Italia. Hai paura? "Adesso sì, dovrò pensarci due volte a quello che faccio. I miei amici, i miei compagni di scuola e la città tutta mi ha dimostrato solidarietà". Parma è rinomata per essere tollerante, civile, aperta, cambierà la tua idea della città e dei suoi abitanti? "E' un argomento un po' delicato. Io posso basarmi solo sulla mia esperienza. Alcuni sono stati discriminati perchè di colore, ma credo che questo fatto abbia superato ogni limite". Cosa farai dopo la scuola? "Spero di lavorare. Studio meccanica, e vorrei fare progettazione".
 
Emmanuel con papà e mammaChi è il 'colpevole'? La versione del ragazzo è stata 'sconfessata' dalle autorità municipali. Il sindaco era irreperibile, così è stato l'assessore alla Sicurezza, Costantino Monteverdi, a riferire di "due versioni dei fatti diametralmente opposte". "Non escludo che il fermo sia avvenuto in circostanze 'movimentate' - ha spiegato - ma sulla stampa è apparsa solo la versione del ragazzo con un occhio pesto, mentre due agenti hanno avuto come referto problemi a un tendine e un polso distorto. Quando uno fornisce generalità false e scappa, io penso che abbia qualcosa da nascondere. In ogni caso, abbiamo aperto un'inchiesta interna". La scritta 'negro' sulla busta? "Faremo una perizia calligrafica. A quanto mi risulta, la busta con gli effetti personali gli è stata riconsegnata in bianco. Parma non è mai stata razzista. Parma è accogliente, ospitale, rispetta e rispetterà  i diritti di ciascun individuo, a prescindere dalla provenienza, dalla religione, dalla razza. La situazione è chiara: o sono colpevoli gli agenti, o è colpevole il ragazzo".

Luca Galassi

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