
"Non si può non ricordare Ghandi, che pur rimanendo induista ha fatto capire
agli indiani che anche i 'paria' sono 'figli di Dio'. Coloro che attaccano i cristiani
stanno usando la religione per coprire un'inimicizia che ha profonde motivazioni
sociali. I cristiani sono mal visti, perchè aiutano i più deboli, offrendo loro
la possibilità di elevazione sociale. in questo modo vanno a mettere in discussione
i pilastri su cui si basa la società indiana, cioè la divisione in caste", afferma
Bernando Cervellera, direttore del Pime.
"Il Bjp si candida a guidare la federazione indiana, e il leader Advani, che
vuole accreditarsi a livello internazionale, denuncia l'ondata di massacri contro
i cristiani. Appare come un capo affidabile, giocando a fare il moderato. Ma è
anche lui accusato di aver spinto migliaia di indù a distruggere la moschea ad
Ayodhya negli anni novanta" spiega Benardelli.
"L'India di oggi è un mercato che fa gola a molti, perchè ci sono grandi interessi
economici in ballo, come la costruzione della più grande centrale termoelettrica
del mondo, ad opera della Reliance Industries, e nei pressi di Paradip la sudcoreana
Posho sta costruendo un grande impianto per la produzione di acciaio -spiega il
giornalista, concludendo- L'India è fatta di mille volti diversi. In altre zona
la convivenza con le minoranze religiose è serena. L'ondata di violenze che non
si placa in Orissa è il risultato della compresenza di molti fattori, tra cui
l'indifferenza del governo centrale".
Questa tesi è confermata dall' articolo del 3 settembre 2008 sul New York Times
Violence in india is Fueled by religiosus and economic divide di Hari Kumar e
Heather Timmons, dove viene spiegato che i motivi delle violenze sono le conversioni al cristianesimo e i vantaggi di coloro che si convertono
alla nuova religione, come gli aiuti, l'educazione e l'assistenza dei missionari. Inoltre le ultime tensioni religiose sono aumentate anche per
il decollo dell'economia. Sarebbe la paura che i cristiani, grazie all'educazione
e all'istruzione, possano essere favoriti nella società indiana a spingere i fanatici
induisti a colpirli senza tregua.