01/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Sarah Palin è schernita anche dai repubblicani per la sua ignoranza. Ma attenti: fu così anche con Bush
Un mese fa era la Thatcher americana, il volto repubblicano del futuro: Sarah Palin, una donna come tante, una “hockey mom” con cinque figli, un “pitbull col rossetto” e con una seria possibilità di diventare presto la vice di un presidente 72enne e dalla salute fragile. Alla vigilia dell'unico confronto televisivo con il candidato vicepresidente democratico Joe Biden, dopo un mese in cui la governatrice dell'Alaska ha concesso solo due interviste, sempre più persone iniziano però a vedere il motivo per cui i repubblicani hanno messo la Palin in una teca al riparo dei media, esponendola solo in comizi davanti a platee amiche: le sue scarse nozioni di economia e politica estera sono talmente palesi, che un'analista repubblicana l'ha pubblicamente invitata a farsi da parte, per il bene del Paese.

Sarah PalinLe lacune. “E' stato bello finché è durato”, ha scritto Kathleen Parker sulla rivista conservatrice National Review. “Le recenti interviste hanno mostrato una candidata attraente, seria, sicura di sé. E Chiaramente Non All'Altezza. Se le stronzate fossero banconote, Sarah Palin potrebbe salvare Wall Street da sola”. Sono bastate due interviste alla Abc e alla Cbs per far emergere le lacune di una candidata che si è fatta il passaporto solo l'anno scorso (per visitare le truppe alaskane in Kuwait), difende la sua conoscenza del mondo spiegando di essere stata in Canada e Messico, sostiene di conoscere bene la Russia perché sta di fronte all'Alaska, e dà risposte su Hamas e la Striscia di Gaza che denotano la mancanza delle più elementari basi da cui sviluppare un discorso sulla regione mediorientale. Il tutto, condito da una ripetizione meccanica e quasi ossessiva di concetti evidentemente imparati recentemente, con l'ansia tipica di uno studente che ha paura di sbagliare una risposta.

Corso accelerato. Se ne sono accorti in tanti, a vedere i commenti lasciati sotto i suoi video in rete. Ma lo deve aver notato anche lo staff di John McCain, che da lunedì ha “rinchiuso” la Palin nella casa delle vacanze del senatore in Arizona: una squadra di quattro persone, tra cui il maggior consigliere di McCain per la politica estera e un ex membro del Consiglio di sicurezza nazionale sotto il presidente Bush, sta in sostanza tenendo un corso personale accelerato di come funziona il mondo, per evitare figuracce in diretta tv. Nel frattempo, le disastrose interviste della Palin sembrano aver intaccato anche la sua popolarità tra gli elettori, scesa dal 54 al 47 percento. In un altro sondaggio, solo il 40 percento la ritiene preparata a essere presidente, contro il 64 percento di persone che ha detto lo stesso di Biden.

Joe BidenI rischi di sottovalutazione. Così, per il dibattito di giovedì sera (le 3 del venerdì nella notte italiana) i sostenitori di Obama stanno già pregustando una Palin divorata dal vecchio volpone Biden, un gran parlatore – per quanto dalla gaffe facile – scelto proprio per la sua esperienza in politica estera. Ma per i democratici ci sono due rischi seri. Il primo è che Biden venga visto come un professore saccente di fronte alla Palin, amata da molti proprio perché “normale” e vicina alla gente comune. Il secondo è che scatti il perverso meccanismo che già ha favorito Bush otto anni fa, contro il pomposo e competente Al Gore: abbassando le aspettative per un candidato alla vigilia del confronto televisivo, basta una prestazione senza strafalcioni per fare un figurone. “L'inesperienza della Palin la rende autentica, dice lo staff di McCain”, ha scritto Susan Demas sul blog Capitol Chronicles. “E' come voi, che in fondo non sapete dove sta il Waziristan. Ma non preoccupatevi: John McCain c'è stato. Assieme al fatto che sarà visto come un trionfo anche il solo saper pronunciare la parola Waziristan, a Sarah Palin basterà presentarsi per essere dichiarata la vincitrice”.
 

Alessandro Ursic

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