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Le lacune. “E' stato bello finché è durato”, ha scritto Kathleen Parker sulla rivista conservatrice
National Review. “Le recenti interviste hanno mostrato una candidata attraente, seria, sicura
di sé. E Chiaramente Non All'Altezza. Se le stronzate fossero banconote, Sarah
Palin potrebbe salvare Wall Street da sola”. Sono bastate due interviste alla
Abc e alla Cbs per far emergere le lacune di una candidata che si è fatta il passaporto solo
l'anno scorso (per visitare le truppe alaskane in Kuwait), difende la sua conoscenza
del mondo spiegando di essere stata in Canada e Messico, sostiene di conoscere
bene la Russia perché sta di fronte all'Alaska, e dà risposte su Hamas e la Striscia
di Gaza che denotano la mancanza delle più elementari basi da cui sviluppare un
discorso sulla regione mediorientale. Il tutto, condito da una ripetizione meccanica
e quasi ossessiva di concetti evidentemente imparati recentemente, con l'ansia
tipica di uno studente che ha paura di sbagliare una risposta.
I rischi di sottovalutazione. Così, per il dibattito di giovedì sera (le 3 del venerdì nella notte italiana)
i sostenitori di Obama stanno già pregustando una Palin divorata dal vecchio volpone
Biden, un gran parlatore – per quanto dalla gaffe facile – scelto proprio per
la sua esperienza in politica estera. Ma per i democratici ci sono due rischi
seri. Il primo è che Biden venga visto come un professore saccente di fronte alla
Palin, amata da molti proprio perché “normale” e vicina alla gente comune. Il
secondo è che scatti il perverso meccanismo che già ha favorito Bush otto anni
fa, contro il pomposo e competente Al Gore: abbassando le aspettative per un candidato
alla vigilia del confronto televisivo, basta una prestazione senza strafalcioni
per fare un figurone. “L'inesperienza della Palin la rende autentica, dice lo
staff di McCain”, ha scritto Susan Demas sul blog Capitol Chronicles. “E' come voi, che in fondo non sapete dove sta il Waziristan. Ma non preoccupatevi:
John McCain c'è stato. Assieme al fatto che sarà visto come un trionfo anche il
solo saper pronunciare la parola Waziristan, a Sarah Palin basterà presentarsi
per essere dichiarata la vincitrice”.Alessandro Ursic