01/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I serbi di Mitrovica: i traditori di Belgrado ci vendono per l'Europa
Scritto per noi da
Nicola Sessa 
 
L'intervista rilasciata dal presidente Boris Tadic all'emittente tv Rts lunedì sera ha scatenato un aspro dibattito negli ambienti politici così come nell'opinione pubblica. Nel corso della sua apparizione televisiva, Tadic, ha dichiarato di essere disposto a qualsiasi soluzione pur di sciogliere il nodo Kosovo: “Belgrado è pronta a prendere in considerazione anche la partizione della provincia, lungo le linee etniche, se tutte le altre opzioni dovessero cadere”.
 
Boris TadicLe ultime carte di Belgrado. Molti analisti politici serbi considerano l'opzione della partizione la peggiore soluzione per Belgrado che perderebbe definitivamente ogni speranza di riprendere il controllo sulla provincia. Tadic è stato costretto a rilasciare una dichiarazione in cui ha precisato che l'ipotesi non è assolutamente in agenda, almeno fin quando non verranno esperiti tutti i tentativi. L'8 ottobre prossimo l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite voterà la mozione di Belgrado che propone di rimettere alla Corte di Giustizia Internazionale la questione della legalità dell'indipendenza del Kosovo. Tadic spera che una decisione favorevole della Corte in favore di Belgrado possa fermare gli altri Stati che non hanno ancora riconosciuto la sovranità di Pristina, ma che sarebbero in procinto di farlo. Finora 47 Stati, tra cui Stati Uniti e la maggioranza dei membri Ue hanno aperto relazioni diplomatiche con il Kosovo. Il presidente Tadic ha manifestato le sue intenzioni di creare un periodo di lunga stabilità nella regione balcanica e proprio per questo vuole lasciare aperte tutte le piste.
 
Manifestazioni di nazionalisti serbi"Tadic ci vende per l'Europa".I serbi del Kosovo sono sempre più diffidenti del governo centrista che fa riferimento a Tadic e molti, soprattutto nella città di Mitrovica, legata agli ultranazionalisti di destra, considerano la coalizione filo-europea niente di più che una “banda di traditori”. Molti hanno la percezione che Belgrado venderà il Kosovo per il biglietto di ingresso nel club di Bruxelles. La maggior parte dei 100mila serbi residenti in Kosovo vive per lo più nella parte settentrionale dell'ex provincia serba, mentre piccole comunità vivono nelle enclavi sparse su tutte il territorio. Anche se Tadic non ha accennato a quali sarebbero i confini da tenere in considerazione in caso di una partizione del Kosovo, è molto probabile che al di qua della linea rientrerebbero le municipalità di Zvecan, Leposavic, Zubin Potok e ovviamente la parte di Mitrovica a nord del fiume Ibar. Ciò significherebbe che i serbi presenti nelle enclavi verranno lasciati fuori dal controllo di Belgrado.
 
Il ponte sul fiume Ibar"No comment". La reazione di Pristina all'ipotesi prospettata da Tadic non si è fatta attendere: se il presidente Fatmir Sejdiu ha liquidato la cosa ritenendola non degna di commento, lo speaker del parlamento, Jakup Krasniqi, ha affermato che “la Serbia ha perso qualsiasi diritto sul Kosovo nel momento in cui hanno avviato una ingiusta guerra nei confronti della maggioranza albamese”. Anche molti leader internazionali sono fermi sulla posizione che il Kosovo è un dato di fatto, con i suoi confini e che il processo di indipendenza, conclusosi il 17 febbraio scorso, è ormai irreversibile. Il tedesco Claus Jung, che ricopre sotto mandato Onu l'ufficio di procuratore nella città di Mitrovica, ha respinto qualsiasi ipotesi di divisione del Kosovo e della città in particolare: “Mitrovica sarà unificata, spariranno le differenze, così come è accaduto a Berlino”.
 
Parole chiave: Kosovo, Tadic, Sessa, Serbia
Categoria: Politica
Luogo: Serbia