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I fatti. Anche nelle ultime 24 ore la polizia messicana ha fatto una scoperta macabra:
12 cadaveri, probabilmente di persone legate al narcotraffico, che presentavano
evidenti segni di tortura. Mani e piedi legati dietro la schiena, un colpo di
pistola alla nuca, ecchimosi ovunque sui corpi e poco lontano un sacchetto di
plastica, quelli usati comunemente per fare la spesa pieno di lingue umane. E
poi, ancora, un biglietto con un avvertimento lasciato dai killer: “Questo è ciò
che succede a che fa la spia a “El Ingeniero” (soprannome di Fernando Arellano
Felix uno dei capi più spietati del narcotraffico messicano) e a tutti coloro
che lo frequentano. Regolamento di conti, dunque? Tutto è possibile. Ad ogni modo
l'area intorno a Tijuana è sempre più spesso al centro della cronaca nera e sembra
difficile arrivare in tempi brevi a una soluzione.
Da Tijuana. “Sta succedendo di tutto ma non sono autorizzato a parlare di queste cose” racconta
Manuel H., un agente di polizia che opera nella zona di Tijuana. “Ci sono molti
omicidi e tutti hanno un'unica matrice: i cartelli della droga. Sono organizzazioni
potenti che non hanno paura di niente e di nessuno e sfidano il governo centrale.
A mio avviso si dovrebbe agire con più energia altrimenti questi ci ammazzano
tutti. Sono molto violenti e non si fanno problemi a ammazzare. Non solo. Il fatto
di sfigurare i cadaveri, di mutilarli e di farli ritrovare è una netta presa di
posizione contro il governo. E' un po' come se dicessero: 'Noi ci siamo e siamo
pronti a fare la guerra. Venite che vi aspettiamo'. Ci sono troppi interessi economici
sotto. Credo che non rinunceranno mai ai loro traffici. Governo e forze di sicurezza
devono essere bravi a correggere questa che è una situazione pericolosa e che
se lasciata così potrebbe diventare ben presto ingestibile”.
Le indagini. “Non possiamo sottovalutare nessuna ipotesi. Gli omicidi avvenuti negli ultimi
tempi potrebbero essere collegati fra loro. Potrebbero far parte della vendetta
della malavita per un arresto avvenuto giorni fa di uno degli uomini chiave del
cartello di Arellano Felix” dicono i portavoce della Fiscalia della Baja California,
che tenta in molti modi di porre fine alla sanguinosa striscia di delitti degli
ultimi tempi. Secondo gli esperti i diversi gruppi legati al narcotraffico si
combattono per il controllo della regione a cavallo con gli Stati Uniti e quindi,
con un mercato dalla richiesta molto ampia. La situazione è gravissima e la guerra
della droga ha già causato più di 3.000 morti accertati. E non è servito a riportare
la calma l'invio e l'impiego di oltre 35mila nuovi agenti di polizia. E nel frattempo
nella zona la paura si fa largo e la maggior parte dei crimini non viene punita.
Dai tragici omicidi seriali delle donne di Ciudad Juarez, alle morti sospette
di Oaxaca, alle violenze compiute dai paramilitari nel Chiapas, il Messico si
sta rivelando come uno dei paesi più oscuri del pianeta dove la legge è quella
del più forte.Alessandro Grandi