30/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, corpi senza vita ritrovati dalla polizia con orribili mutilazioni. La guerra fra autorità e narcos è appena cominciata
Ogni giorno a Tijuana, città di frontiera, regno incontrastato della criminalità, vengono ritrovati cadaveri di persone uccise dalla violenta guerra in atto, quella fra gruppi legati ai cartelli della droga contrapposti alle forze regolari inviate dal presidente Calderon per contrastare questo tragico fenomeno.

I fatti. Anche nelle ultime 24 ore la polizia messicana ha fatto una scoperta macabra: 12 cadaveri, probabilmente di persone legate al narcotraffico, che presentavano evidenti segni di tortura. Mani e piedi legati dietro la schiena, un colpo di pistola alla nuca, ecchimosi ovunque sui corpi e poco lontano un sacchetto di plastica, quelli usati comunemente per fare la spesa pieno di lingue umane. E poi, ancora, un biglietto con un avvertimento lasciato dai killer: “Questo è ciò che succede a che fa la spia a “El Ingeniero” (soprannome di Fernando Arellano Felix uno dei capi più spietati del narcotraffico messicano) e a tutti coloro che lo frequentano. Regolamento di conti, dunque? Tutto è possibile. Ad ogni modo l'area intorno a Tijuana è sempre più spesso al centro della cronaca nera e sembra difficile arrivare in tempi brevi a una soluzione.

Da Tijuana. “Sta succedendo di tutto ma non sono autorizzato a parlare di queste cose” racconta Manuel H., un agente di polizia che opera nella zona di Tijuana. “Ci sono molti omicidi e tutti hanno un'unica matrice: i cartelli della droga. Sono organizzazioni potenti che non hanno paura di niente e di nessuno e sfidano il governo centrale. A mio avviso si dovrebbe agire con più energia altrimenti questi ci ammazzano tutti. Sono molto violenti e non si fanno problemi a ammazzare. Non solo. Il fatto di sfigurare i cadaveri, di mutilarli e di farli ritrovare è una netta presa di posizione contro il governo. E' un po' come se dicessero: 'Noi ci siamo e siamo pronti a fare la guerra. Venite che vi aspettiamo'. Ci sono troppi interessi economici sotto. Credo che non rinunceranno mai ai loro traffici. Governo e forze di sicurezza devono essere bravi a correggere questa che è una situazione pericolosa e che se lasciata così potrebbe diventare ben presto ingestibile”.

Le indagini. “Non possiamo sottovalutare nessuna ipotesi. Gli omicidi avvenuti negli ultimi tempi potrebbero essere collegati fra loro. Potrebbero far parte della vendetta della malavita per un arresto avvenuto giorni fa di uno degli uomini chiave del cartello di Arellano Felix” dicono i portavoce della Fiscalia della Baja California, che tenta in molti modi di porre fine alla sanguinosa striscia di delitti degli ultimi tempi. Secondo gli esperti i diversi gruppi legati al narcotraffico si combattono per il controllo della regione a cavallo con gli Stati Uniti e quindi, con un mercato dalla richiesta molto ampia. La situazione è gravissima e la guerra della droga ha già causato più di 3.000 morti accertati. E non è servito a riportare la calma l'invio e l'impiego di oltre 35mila nuovi agenti di polizia. E nel frattempo nella zona la paura si fa largo e la maggior parte dei crimini non viene punita. Dai tragici omicidi seriali delle donne di Ciudad Juarez, alle morti sospette di Oaxaca, alle violenze compiute dai paramilitari nel Chiapas, il Messico si sta rivelando come uno dei paesi più oscuri del pianeta dove la legge è quella del più forte.

Alessandro Grandi

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