I deputati dell'esecutivo libanese per il dialogo nazionale hanno trovato un'intesa
sul testo della nuova legge elettorale, da utilizzare nelle elezioni che dovrebbero
svolgersi l'anno prossimo. L'accordo, raggiunto solo nella notte, è un ulteriore
passo sulla strada per portare il paese dei Cedri fuori dalla crisi politica che
ha bloccato il governo negli ultimi mesi, durante i quali il Libano è stato a
più riprese sull'orlo di una guerra civile. Nel 2008, infatti, la maggioranza
cosiddetta anti-siriana si è scontrata almeno due volte con le opposizioni guidate
da Hezbollah, fino agli accordi di Doha che, a maggio, hanno riportato lo scontro
sul terreno della diplomazia, con la nascita di un esecutivo composto da entrambi
gli schieramenti.

La nuova legge emenda quella del 1960 con modifiche che riguardano la definizione
delle circoscrizioni di voto, tenendo contro dei mutamenti demografici. Inoltre,
si è stabilito che la consultazione avverrà nell'arco di un giorno anziché diversi,
come avveniva in passato. La definizione di un testo che mettesse d'accordo i
diversi interessi non è però stata agevole, ne sono prova le proposte che non
sono state accettate, tra cui l'abbassamento dell'età per votare da 21 a 18 anni
e la definizione di quote rosa in parlamento. La nuova legge prevede il diritto
di voto per i libanesi residenti all'estero, ma questa facoltà sarà effettiva
solo dal 2013. L'accordo di Doha era articolato in diverse fasi: la nascita di
un governo di unità nazionale, l'elezione di Michel Suleiman alla presidenza del
Paese e la definizione di una legge elettorale. Ora che anche la legge elettorale
è stata votata, la crisi politica è formalmente conclusa ed entra nel vivo la
fase del dialogo nazionale tra le fazioni libanesi. Il primo degli incontri per
il dialogo nazionale si è svolto all'inizio di settembre e il prossimo è annunciato
per il 5 novembre. La fine della crisi politica, però, ancora non ha portato stabilità
nel paese, dove le forze armate devono convivere con le milizie di Hezbollah e
sono da qualche tempo entrate nel mirino delle milizie sunnite, particolarmente
attive nella zona di Tripoli, dove lunedì 29 un'autobomba è esplosa contro un
autobus militare uccidendo sei soldati.