Il governo nepalese lancia una campagna moralizzatrice per "estirpare la volgarità".
Le nuove leggi impongono la chiusura dei locali alle 23 e ronde di maoisti
assicurano che venga rispettata. Secondo il leader maoista, oggi premier, Prachanda,
si tratta di un modo per combattere la prostituzione, tuttavia la scelta ha suscitato
lo scontento dei lavoratori dei locali notturni, che dovranno fare i conti con
orari e stipendi ridotti.

La vena moralizzatrice del nuovo governo ha colpito anche il concorso di bellezza
per l'elezione di miss Nepal, che è stato annullato su pressione dell'ala femminile
del partito moaista. Il mese scorso alcune donne maoiste hanno assaltato la sede
dello sponsor indiano della manifestazione e, negli ultimi tempi, organizzatori
e partecipanti hanno ricevuto minacce. Il concorso sta diventando il terreno di
scontro tra due parti della società nepalese con visioni del mondo divergenti.
Da un lato ci sono le donne maoiste,
secondo le quali la passerella discriminerebbe le certi gruppi etnici, quelle
più basse o più scure di pelle, e considera degradante che si usi il corpo femminile
per promuovere prodotti commerciali. Dall'altra le aspiranti miss e gli organizzatori,
che ribadiscono che il concorso è aperto a tutti e che le concorrenti sono state
impegnate anche in diverse campagne sociali.
La più anziana tra le maoiste, Pampha
Bhusal, sostiene che "il fatto che simili concorsi si tengano in altri paesi non
significa che li si debba fare pure noi", ma ammette che concorsi di bellezza
come quello per la minoranza Tamang, continuano a svolgersi senza divieti.
Dopo decenni di monarchia assoluta il Nepal si trova di fronte a difficili sfide,
non ultima quella del pluralismo. Mentre Prachanda è intento a tranquillizzare
l'Onu e a promuovere i rapporti commerciali con l'India, il suo partito si espone
alle accuse di essere puritano e di puntare al controllo sociale. Allo stesso
modo, mentre l'assemblea Costituente ribadisce il diritto alla proprietà privata,
alcuni gruppi maoisti appoggiati dal ministro nepalese per le Riforme
Agrarie continuano a espropriare terreni e proprietà private di civili nepalesi.