Oltre 2.500 morti e 300mila sfollati nell'offensiva anti-talebana iniziata ad agosto

Oltre duemila guerriglieri talebani uccisi e almeno sessanta soldati morti. E'
il bilancio della grande offensiva militare lanciata lo scorso 7 agosto dall'esercito
di Islamabad nell'area tribale di Bajaur, principale roccaforte dei jihadisti
pachistani e presunto nascondiglio di Bin Laden e Al-Zawairi. Un bilancio,
questo, fornito nel finesettimana dal generale pachistano Tariq Khan, che ignora
completamente le vittime civili di questa operazione: almeno cinquecento morti
secondo il
Satp e oltre trecentomila sfollati di cui ventimila si sono rifugiati oltreconfine,
nella provincia afgana di Kunar.
"Non riusciamo a vincerli". I reporter stranieri che nei giorni scorsi hanno, per la prima volta dal 7
agosto, avuto la possibilità di fare una brevissima visita guidata al fronte,
raccontano di villaggi distrutti, carri armati bruciati ed elicotteri 'Cobra'
di fabbricazione Usa che volano tra le montagne sparando a tutto spiano. "Per
finire il lavoro e riportare stabilità qui in Bajaur ci vorrà ancora un mese e
mezzo, due al massimo", ha dichiarato alla stampa il generale Khan, mostrando
un ottimismo non condiviso tra gli ufficiali pachistani. Uno di loro, dietro anonimato,
ha confidato all'inviato dell'Afp che in Bajaur le forze armate pachistane stanno
incontrando "una resistenza mai vista dall'inizio delle operazioni nelle Aree
Tribali (nel 2003, ndr)"; "Bombardiamo ogni giorno le loro roccaforti con i jet
e i Cobra - ha detto il militare - ma non riusciamo a vincerli".