29/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'amministrazione statunitense, su richiesta del presidente Bush, potrebbe sospendere a tempo indeterminato i benefici da tempo accordati ai prodotti esportati dalla Bolivia negli Usa nell'ambito del programma Atpdea che riguarda i paesi andini e che è in vigore dal 1991.

Secondo molti esperti la misura sarebbe un chiaro segno di rappresaglia per le ultime decisioni del presidente boliviano Evo Morales, fra tutte quella di espellere l'ambasciatore statunitense colpevole a suo dire di fomentare le proteste nei suoi confronti a favore dei prefetti ribelli delle zone ricche del Paese. Secondo il comunicato diffuso dalla segreteria del Commercio Usa “le azioni recenti del governo Morales, in relazione alla cooperazione nella lotta contro i narcotici, non sono quelle di un partner e non mettono in atto le norme di questo programma”.
La notizia, comunque, sembra non aver sorpreso nessuno: prima o poi la rappresaglia doveva arrivare.

Come sottolinea l'analista Usa Stephen Donehoo della McLarty Associates, “l'amministrazione di La Paz non poteva pensare di non subire conseguenze concrete dopo la decisione di espellere l'ambasciatore Usa con motivazioni false” dice Donehoo, che aggiunge: “Sono in molti i deputati del Congresso che hanno cambiato idea sulla Bolivia: prima erano ferventi sostenitori della possibilità di aiutarli. Adesso le cose sono cambiate”.
Differenti i commenti da La Paz, dove la notizia è stata presa con una certa sofferenza e dove c'è la reale preoccupazione per la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. E intanto dallo scorso 17 settembre la Bolivia è considerata uno dei Paesi che non sono stati in grado di raggiungere gli obiettivi internazionali per la lotta contro la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti.
Parole chiave: bolivia, usa, ambasciatori
Categoria: Politica, Economia
Luogo: Bolivia