29/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Rafael Correa, presidente ecuadoregnoSchiacciante successo del 'si' nel referendum per la nuova Costituzione ecuadoriana, secondo percentuali che gli exit-poll di due diversi istituti demoscopici fanno oscillare tra il 66,4 e il 70percento. Fondata su un 'modello di economia sociale e solidaristica', definito anche “socialismo del XXI secolo”, la nuova “Carta Magna” intende modificare in termini sostanziali l'assetto di potere in vigore finora, ritenuto molto ingiusto nei confronti dei nativi e della popolazione più povera e prevede, tra le sue principali prescrizioni, cinque diversi tipi di proprietà: pubblica, privata, mista, popolare e solidale. Rilevante è anche il divieto assoluto di installare basi militari straniere nel paese; in base a questa novità potrebbe decadere l’accordo che dal 1999 consente agli Stati Uniti l’utilizzo di una struttura ecuadoriana, ufficialmente concessa per operazioni aeree antidroga.
 
Tra le altre novità, le riforme previste da Correa comprendono una radicale riforma agraria con espropriazione e ridistribuzione delle terre; il controllo statale rigido su settori strategici come il petrolio, l'estrazione mineraria e le telecomunicazioni; l'assistenza sanitaria gratuita per tutti gli anziani; l'unione civile dei gay; pene ridotte e tolleranza per l'uso individuale di stupefacenti; il controllo diretto del Presidente eletto sulla politica monetaria in sostituzione della banca centrale, e il potere del Presidente di sciogliere le Camere durante il mandato di quattro anni rinnovabili.
Categoria: Diritti, Elezioni, Politica
Luogo: Ecuador