03/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Negli Usa una legge obbliga le high school a fornire all'esercito i dati degli studenti
Donald Trent Jacobs, alias Wahinkpe Topa-Quattro frecceIn pochi conoscono la sezione 9528 del No Child Left Behind Act (la legge sull’istruzione che il Congresso ha approvato nel 2001, N.d.T), ma essa può uccidere. Conosciuta come la “clausola del reclutamento militare”, richiede alle scuole pubbliche di dare informazioni sugli studenti ai reclutatori dell’esercito. Le scuole, naturalmente, sono più che disposte a offrire questo servizio alle forze armate perché se non lo fanno rischiano di perdere gli aiuti federali.
 
Invitare i militari nelle scuole pubbliche potrebbe non essere un problema di per sé, ma i reclutatori devono fronteggiare un sempre più crescente bisogno di soldati in Iraq e un calo degli arruolamenti in patria. Questo spinge alcuni reclutatori, anche se non tutti, a mettere sempre più sotto pressione gli adolescenti per raggiungere le quote stabilite.  
 
Come ha scritto il New York Times in un editoriale del 4 gennaio, “i reclutatori militari possono contattare i giovani con telefonate non volute a casa loro e organizzando tornei di videogiochi di guerra nel campus”. I reclutatori sono anche conosciuti per puntare ai giovani più vulnerabili, come quelli delle minoranze e delle classi povere rurali e urbane, che hanno meno possibilità di trovare un lavoro o di proseguire nell’istruzione.
 
Sue Niederer, che ha perso il figlio Seth in Iraq, durante una manifestazione dell'associazione Military Families Speak Out
Sebbene la legge dia ai genitori il diritto di negare all’esercito il permesso di contattare i loro figli, molti genitori non ne sanno molto e non conoscono altri dettagli del No Child Left Behind, una legge pensata per rendere le scuole più responsabili nei confronti dei contribuenti. I genitori che non vogliono che i loro figli siano contattati dall’esercito devono mettere la loro richiesta di esenzione per iscritto, per assicurarsi che la scuola non fornisca il numero di telefono e l’indirizzo dello studente.   
 
Quando una scuola superiore informa i genitori a proposito del loro diritto alla riservatezza contro l’intrusione federale, è probabile che l’avviso sia sepolto sotto un linguaggio complicato. Si può trovarlo in un vademecum dello studente, da qualche parte dopo una decina di pagine sulle politiche di tolleranza zero contro la violenza a scuola, le regole sul parcheggio o le procedure per le valutazioni.  
 
Forse, se i genitori sapessero dei frequenti inganni delle tecniche di reclutamento, chiederebbero all’esercito di non contattare i loro figli. Considerate la storia di Sue Neiderer, una supplente del New Jersey, subito dopo che suo figlio è stato ucciso in Iraq. Ha detto ai giornalisti che i reclutatori seguivano costantemente suo figlio, promettendogli che non sarebbe stato spedito al fronte e che l’esercito avrebbe pagato i suoi debiti. Ha raccontato che quando suo figlio Seth disse ai reclutatori che sua madre aveva dei dubbi sul fatto che dovesse arruolarsi, il reclutatore rispose: “Non sei abbastanza uomo da firmare per conto tuo? Chi porta i pantaloni nella tua famiglia?”.
 
Lori Piestewa, la prima donna a morire in combattimento in IraqOgni anno l’esercito Usa spende molti milioni di dollari per il reclutamento, e molti dei suoi obiettivi sono i giovani a reddito basso e veloci nell’apprendimento. Quasi il 40 per cento dei morti americani in Iraq è costituito da persone di colore, come Lori Piestewa, la Hopi (una tribù dei nativi americani, N.d.T.) madre di tre figli diventata la prima donna a morire in combattimento in Iraq.
 
Voleva essere la prima della sua famiglia ad andare al college ma senza danneggiare gli altri per far quadrare i conti, ed essendo stata una studentessa Jrotc (un programma per insegnare leadership, responsabilità e lavoro di squadra, N.d.T.) con alti voti alla scuola superiore, firmò per essere arruolata quando le fu chiesto di farlo. Sebbene Jrotc stia per “Junior Reserve Officer Training Corp”, lei, come altri studenti Jrotc, andò in un Paese dove le linee del fronte sono ovunque – persino in una tenda da campo – e dove è morta in azione.
 
Oltre a non informare a sufficienza i genitori riguardo il loro diritto di firmare un modulo che impedisca ai reclutatori di chiamare gli studenti a casa, le scuole pubbliche tendono anche a violare la disposizione della sezione 9528 che dà agli studenti uguale accesso alle alternative al servizio militare.
 
La sezione 9528 è una triste indicazione di cosa stia accadendo nelle nostre scuole dietro la maschera dell’istruzione, ma almeno sulla carta dà ai genitori e agli studenti alcuni diritti riguardo la scelta e il consenso consapevole. Adesso è ora di evidenziare questi diritti, e di assicurarsi che i giovani e i loro genitori sappiano cosa significa il servizio militare.
Ho servito questo Paese come marine, e so che il servizio militare non è solo la promessa di una futura istruzione, la bella uniforme, la stupefacente tecnologia delle moderne tecniche di guerra o l’amore per la patria e la volontà di aiutarla. E’ in fondo una questione di vita o di morte. Un giovane appena uscito dalla scuola superiore ha bisogno di ponderare attentamente la cruciale decisione di andare a combattere.
 
Wahinkpe Topa
Categoria: Diritti
Luogo: Stati Uniti