26/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo indiano ha chiesto alle autoritą dello stato orientale dell'Orissa un maggiore impegno per riportare l'ordine dopo i numerosi episodi di violenza contro i cristiani.

La polizia non riesce a far fronte alle folle di radicali indł che vogliono l'eliminazione delle comunitą cristiane e la distruzione delle loro istituzioni.  L'Indian Express descrive "una situazione diffusa di illegalitą" che occorre affrontare rapidamente, e la Commissione nazionale per le minoranze (Nmc) ha criticato i partiti nazionalisti e di estrema destra per la loro incapacitą a controllare gli attacchi, "Le violenze a Kandhamal durano da 45 giorni, e lo Stato non le ha ancora fermate". Nelle zone di Daringibadi, Udaygiri e Tikabali sono stati rinforzati i controlli dopo che negli ultimi scontri sono andate distrutte un centinaio di abitazioni e due chiese cristiane. In nove zone del distretto di Orissa č stato dichiarato il coprifuoco. Secondo la stampa indiana, ieri sono morte tre persone e altre due hanno perso la vita nella zona di Raikia, negli scontri tra i militari e una folla di radicali indł che voleva impedire di rimuovere i blocchi stradali per rallentare l'arrivo degli aiuti. Solo la scorsa notte i fondamentalisti hanno distrutto 30 case e una chiesa nel villaggio di Sikacheta, 20 abitazioni a Telenga, 55 case e una chiesa a Beheragaon. Nei villaggi i radicali indł minacciano di morte chi non si converte all'induismo. L'ondata di violenze, iniziata in agosto e non ancora terminata, ha portato 6mila persone a cercare rifugio nei campi profughi o nelle foreste vicino a Kandhamal.
Categoria: Diritti, Pace, Religione
Luogo: India