Il governo indiano ha chiesto alle autoritą dello stato orientale dell'Orissa
un maggiore impegno per riportare l'ordine dopo i numerosi episodi di violenza
contro
i cristiani.

La polizia non riesce a far
fronte alle folle di radicali indł che vogliono l'eliminazione delle comunitą
cristiane e la distruzione delle loro istituzioni.
L'Indian Express descrive "una situazione diffusa di illegalitą" che occorre
affrontare rapidamente, e la Commissione nazionale per le minoranze (Nmc) ha criticato
i partiti nazionalisti e di estrema destra per la loro incapacitą a controllare
gli attacchi, "Le violenze a Kandhamal durano da 45 giorni, e lo Stato non le
ha
ancora fermate". Nelle zone di Daringibadi, Udaygiri e Tikabali sono stati rinforzati
i controlli
dopo che negli ultimi scontri sono andate distrutte un centinaio di abitazioni
e due chiese cristiane. In nove zone del distretto di Orissa č stato dichiarato
il coprifuoco. Secondo la stampa indiana, ieri sono morte tre persone e altre
due
hanno perso la vita nella zona di Raikia, negli scontri tra i militari e una folla
di radicali indł che voleva impedire di rimuovere i blocchi stradali per rallentare
l'arrivo degli aiuti. Solo la scorsa notte i fondamentalisti hanno distrutto 30
case e una chiesa nel villaggio di Sikacheta, 20 abitazioni a Telenga, 55 case
e una chiesa a Beheragaon. Nei villaggi i radicali indł minacciano di morte chi
non si converte all'induismo. L'ondata di violenze, iniziata in agosto e non
ancora terminata, ha portato 6mila persone a cercare rifugio nei campi profughi
o nelle foreste vicino a Kandhamal.