
Doveva pronunciarsi entro quindici
giorni dalla sua richiesta di documenti sui
desaparecidos della
guerra civil. Ma il giudice Baltasar Garzon, invece che dire se si
dichiara competente o meno sulle vittime del golpe franchista e
conseguente spargimento di sangue, continua a prendere tempo. Adesso
chiede di avere anche la lista dei franchisti uccisi, con un gesto
che ha un evidente significato politico, dopo le grandi polemiche che
hanno attraversato la Spagna, incapace di chiudere i conti con il
passato.
Solo ieri il cardinale Rouco Varela,
arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale
spagnola, affermava che “la legge della Memoria storica non gli
pareva necessaria”, anche perché la generazione della Guerra
civil (Varela è del 1936) non deve trasferire quei problemi
alle nuove generazioni. Dichiarazioni grottesche del capo della
chiesa spagnola che non ha collaborato alle ordinanze diffuse dal
giudice Garzon proprio nelle parrocchie per avere nomi e registri
degli anti-franchisti trucidati e sepolti in fosse comuni.
Ma c'è di più. Sua
eminenza Varela avrebbe anche iniziato l'iter per migliaia di
beatificazioni proprio fra i caduti del bando franchista