25/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ebrei ultraortodossi, che non riconoscono Israele, visitano il presidente iraniano
''Il sionismo si è molto indebolito e, se Dio vorrà, sarà presto distrutto. Solo allora ebrei, musulmani e cristiani potranno finalmente vivere in pace''. Mahmud Ahmadinejad non si smentisce mai e, in ogni occasione pubblica, lancia i suoi strali contro il sionismo e lo Stato d'Israele, che per il presidente iraniano rappresenta il male assoluto.

ahmadinejad e un rabbino ultraortodossoAhmadinejad senza freni. Lo aveva ribadito, tanto per non perdere l'allenamento, il 24 settembre scorso dal podio dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, accusando Israele della ''carneficina dei palestinesi''.
Lo ha ripetuto ieri, ma questa volta Ahmadinejad ha parlato in un contesto piuttosto insolito. Nell'albergo di Manhattan che lo ospita, Ahmadinejad ha ricevuto una delegazione della Naturei Karta International, un'organizzazione anti-sionista che sostiene d'interpretare alla lettera la Torah, il libro sacro dell'ebraismo. Secondo loro, le sacre scritture proibiscono la creazione di uno stato ebraico prima della venuta del Messia. Quindi, secondo questa lettura, lo stato d'Israele è un'impostura e la sovranità sulla Terra santa è dei palestinesi. ''Siamo onorati di incontrare una personalità di questo calibro, qualcuno che capisce la differenza tra giudaismo e sionismo'', ha dichiarato il rabbino Moshe bel Beek, leader di Naturei. ''Ahmadinejad non è un anti-semita e non è un nemico del popolo ebraico'', ha raccontato alla stampa dopo l'incontro Yisroel Dovid Weiss, portavoce del gruppo, ''e ha sottolineato come tanti ebrei vivano felici in Iran. Weiss ha evitato di rispondere alle domande dei cronisti che chiedevano lumi sul negazionismo dell'Olocausto e sui tanti ebrei che, dopo la rivoluzione islamica del 1979, hanno abbandonato l'Iran.
Lo strano gruppo, infine, ha pregato congiuntamente. ''Chiedendo a Dio che il sionismo e la sua propaganda siano cancellati'', ha concluso Weiss.

manifestazione di NatureiPreghiera poco ortodossa. Una situazione eccentrica, ma non inedita. Ahmadinejad aveva infatti invitato a Teheran, a dicembre del 2006, i rabbini ultraortodossi di Naturei per partecipare alla conferenza "Studi sull'Olocausto: una prospettiva mondiale''. Una due giorni dedicata a una 'rilettura' di una delle più grandi tragedie della storia. Negazionisti, critici, scettici e revisionisti erano accorsi in Iran, per un convegno che aveva irritato molti degli ayatollah, innervositi dalle esternazioni sempre più aggressive di Ahmadinejad verso Israele. Mentre è in ballo la questione del nucleare iraniano, le gerarchie della Rivoluzione islamica guardano con irritazione alle boutade di Ahmadinejad, temendo che vengano prese a pretesto per un attacco contro il Paese. Il presidente iraniano, lasciato solo alla conferenza, dove tanti esponenti della classe dirigente di Teheran non hanno partecipato, ha potuto contare su questi amici bizzarri, rabbini ultraortodossi che negano il diritto d'Israele a esistere. Non negano l'Olocausto, ma un vecchio detto insegna che 'il nemico del mio nemico è mio amico'. E i rabbini di Naturei l'hanno preso alla lettera.

Christian Elia

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