Scritto per noi da
Jacopo Valenti
Secondo l'IMC (Independent Monitoring Commission) il consiglio militare dell’Ira
in Irlanda del Nord “non è operativo e non è più una minaccia per la politica
costituzionale”. La commissione è stata creata quattro anni fa dai governi di Gran
Bretagna e Irlanda per sostenere ed analizzare il processo di pace in Irlanda
del Nord. Pochi giorni fa queste dichiarazioni sono apparse sull’Irish Times e
lascerebbero presagire l’inizio di un periodo più disteso nei rapporti tra repubblicani
e unionisti, anche dopo il definitivo ritiro dei soldati britannici dall’Irlanda
del Nord, cominciato ormai quasi un anno fa.
Rassicurazioni. Nelle stanze della politica di Dublino, Belfast e Londra si sta lavorando per
superare entro la fine di settembre l’annoso stallo tra Dup (il partito democratico
unionista) e Sinn Féin (il partito repubblicano, che tradotto dal gaelico significa
“solo noi”) causato principalmente dal trasferimento dei poteri in materia di
giustizia. La questione è spinosa: il Dup ha spesso ricordato di non essere ancora
pronto a condividere il potere politico con un partito, quello repubblicano, che
ancora si rifiuta di riconoscere i tribunali, la polizia nord-irlandese, e lo
stato di diritto. Il primo ministro nord irlandese Peter Robinson (Dup) ha detto
che la sponda unionista ha bisogno di essere convinta dalla leadership repubblicana
che l’Ira è fuori dai giochi”, aggiungendo che “l’Ira è ben lontana dall’uscire
di scena”.
Scontri e rivolte. Parole che fanno sembrare il rapporto IMC meno rassicurante. Appena un mese
fa però, alcune città dell’Ulster sono state teatro di rivolte, scontri e sommosse.
In particolare nell’area di Cravaigon, a sud ovest di Belfast, dove c’è stata
un’ondata di violenze durata 24 ore dietro cui ci sarebbero uomini legati all’Ira.
Secondo l’intelligence nord irlandese si tratterebbe di ex combattenti appartenenti
alla brigata di North Armagh, uno dei gruppi paramilitari che in questi anni ha
minato maggiormente il lungo processo di pace in Irlanda. Veterani con un forte
appeal sui ragazzini che vivono nei quartieri nazionalisti delle città dell’Ulster,
ed un curriculum criminale che parla da sé: “In questo gruppo è incluso un ex
prigioniero su cui pende una condanna a vita per omicidio, ed un altro ritenuto
responsabile di una serie di uccisioni nella zona di Armagh”, ha dichiarato un
ufficiale di polizia al Guardian. Negli ultimi sei mesi ci sono stati episodi
di violenza quasi in ogni angolo dell’Irlanda del Nord. Lo scorso agosto una pattuglia
della polizia è stata attaccata da dissidenti collegati al gruppo paramilitare
Continuity Ira.
"Sparare ai collaborazionisti". Ci sono stati attacchi a Derry (la città del tristemente noto Bloody Sunday
cantato dagli U2), Tyrone, Fermanagh ed in ultimo ad Armagh. Alcune auto della
polizia sono finite sotto il fuoco di un cecchino, sono state lanciate bombe molotov
e sassi. All’inizio di settembre, la settimana successiva agli episodi raccontati,
la situazione ad Armagh si è calmata e si sono susseguite le perquisizioni della
polizia in cerca di indizi sui responsabili dei disordini. Sui muri dei quartieri
nazionalisti sono apparse scritte inquietanti, una avvisa che “anyone cooperating
with police investigations into the disturbances wuold be shot”. Insomma, si sparerà
a chiunque collabori con la polizia.