Alcune centinaia di giovani appartenenti alla setta keniana dei Mungiki, 300
o forse addirittura 500, sono stati uccisi da squadroni della morte. Lo denuncia
della Commissione Nazionale per i diritti umani in Kenya, in un rapporto intitolato
"Il pianto del sangue". Secondo la fonte, le squadre omicide sarebbero controllate
dai servizi segreti di Nairobi e godrebbero della protezione di politica e polizia.

La vicenda viene riportata dalla stampa locale, secondo cui i Mungiki, tutti
in giovane età, sono stati fermati nel corso di massicce retate e caricati su
camion. Di loro non si sono più avute notizie fino al ritrovamento dei cadaveri,
stipati in fosse comuni. Finora i corpi riconosciti dai familiari delle vittime
sono stati 349. Quasi tutti presentavano segni di torture, mutilazioni e segni
di annegamento, e un colpo d'arma da fuoco alla testa. Molte altre persone sono
sparite nel nulla senza che nemmeno i corpi siano stati ritrovati. Secondo il
rapporto della Commissione, molte altre persone sparite erano state rilasciate
dopo il pagamento di un ingente riscatto. La polizia keniana ha smentito ogni
coinvolgimento o compromissione con le squadre della morte. Nel rapporto della
Commissione si specifica che non sarà possibile fare i nomi delle personalità
politiche coinvolte finchè i testimoni non saranno certi di ricevere la protezione
prevista dalla legge. La setta dei Mungiki è un gruppo pseudo-religioso che si
è reso responsabilie di molti episodi di violenza e banditismo nella capitale
Nairobi e in diverse altre zone del paese.