stampa
invia
Un aumento dei
'clandestini' del 60 percento. Quindi, via libera alla costruzioni di
dieci nuovi Cpt, centri di permanenza temporanea (quelli con sbarre e
filo spinato). Che, nel frattempo, si sono sottoposti a una cosmesi e
ora si chiamano Cie, Centri di identificazione ed espulsione. Poi,
giro di vite sui ricongiungimenti familiari e sui richiedenti asilo.
Roberto Maroni ha avuto l'approvazione dal Consiglio dei ministri.
“Sui richiedenti asilo c'è una normativa più
stringente – ha sottolineato il titolare del Viminale- visto che
l'aumento degli sbarchi di immigrati riguarda soprattutto i
richiedenti asilo, con oltre 14.000 domande di cui la metà
accolta. C'è la necessità di provvedere a definire
meglio le procedure, per evitare un abuso delle domande d'asilo come
scorciatoia per rimanere in Italia”. Infatti, testuale del
ministro, “il clandestino che arriva viene messo in un centro di
identificazione chiuso e controllato da cui non può uscire,
mentre un richiedente asilo viene messo in una struttura senza
obbligo di permanenza e senza possibilità di essere
controllato”.
La ricetta del ministro
delle impronte digitali costerà settantotto milioni di euro in
tre anni per la costruzione di nuovi cpt per gli immigrati e per
l'ampliamento di quelli già esistenti.
L'italiano dalla sintassi contorta del ministero è
tutto qui: dieci nuovi centri di detenzione, e le restrizioni di cui
sopra. L'opposizione è tiepida, a dir poco ( d'altronde le
responsabilità in materia iniziarono proprio dalla cosiddetta
'Turco-Napolitano'). Immediato ilcomunicato dell'Arci: la costruzione
di nuovi dieci Cie non ha alcuna giustificazione. È solo
«propaganda», utile solo ad «orientare l'opinione
pubblica verso la criminalizzazione degli immigrati», creando
solo humus per forme di razzismo, dice Filippo Miraglia, responsabile
immigrazione dell'Arci. «Non si capisce - dice - la motivazione
di Maroni. Non è che con altri Cie ci saranno più
espulsioni. Gli sbarchi sono aumentati ma i Cie non sono fatti per
chi sbarca ma per chi deve essere espulso ed in attesa di
identificazione. La maggior parte delle persone presenti nei Cie sono
ex detenuti e in molti ci sono posti liberi». Inoltre, «la
percentuale delle persone espulse tramite i centri, rintracciate
irregolarmente non supera il 4 percento». Angelo Miotto