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"Corruzione diffusa". Il funzionario della Commissione per l'integrità pubblica racconta di aver riportato
la notizia delle frodi all'Ispettorato generale Usa per la ricostruzione in Iraq.
La portavoce dell'Ispettorato, Kristine Belisle ha dichiarato che 'il lavoro di
Adhoob viene seguito attivamente'. Adhoob è uno dei tre funzionari iracheni ad
aver testimoniato ieri di fronte alla Commissione democratica. Anche Abbas S.
Mehdi, ex dirigente dell'Agenzia per gli investimenti, ha parlato di 'diffusa
corruzione', mentre un altro iracheno, che ha testimoniato in video con voce modificata
per motivi di sicurezza, ha raccontato di legami tra funzionari governativi e
membri di al-Qaeda per rubare petrolio dalla raffineria di Baiji, a sud-ovest
di Kirkuk, e rivenderlo al mercato nero.
Forniture difettose. Adhoob ha lavorato tre anni alla Commissione, ascoltando le testimonianze di
200 persone, ed è stato costretto a lasciare il Paese a cause delle ripetute minacce
di morte. Il sistema messo in piedi dai funzionari corrotti - secondo il suo racconto
- si basava principalmente su due società di facciata create dal ministero della
Difesa. Le società avrebbero dovuto comprare aerei, blindati, armi e altre attrezzature
con fondi americani per 1,7 miliardi di dollari. Le società vennero pagate, ma
in alcuni casi consegnarono solo 'una piccola quantità' dei materiali e, in un
caso, recapitarono una partita di giubbotti antiproiettile difettosi che non vennero
mai usati.
Legami con al-Qaeda. Le società applicarono sovrapprezzi a elicotteri militari e cercarono di vendere
apparecchi con più di 25 anni di servizio. Invece di chiedere la restituzione
dei pagamenti, sempre secondo Adhoob, il ministero della Difesa rinegoziò i contratti
con le due società, accordandosi per la vendita di bagni chimici e cucine che
non vennero mai consegnati. Alcune delle indagini dell'agenzia conducono alla
scoperta di 'progetti fantasma' mai realizzati, o casi di lavori eseguiti ben
al di sotto degli standard di qualità richiesti. In un altro caso, 24,4 milioni
di dollari furono spesi per una centrale elettrica nella provincia di Niniveh
che non fu mai costruita. Infine, alcuni dei fondi sarebbero stati stornati dal
ministero della Difesa ad al-Qaeda e depositati in conti correnti in Giordania
e altrove.Luca Galassi