''Le informazioni che provengono
dall'Egitto segnalano che la situazione è immutata per quanto
riguarda la sorte del gruppo di diciannove persone catturate venerdì
scorso. Le affermazioni sulla loro liberazione, attribuite al
ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit, non sono state
precise''.

Questo il testo di un comunicato del
portavoce Hossan Zaki del ministero degli Esteri, citato dall'agenzia
nazionale di stampa
Mena.
Dopo una fuga incontrollata di notizie che è andata
avanti per tutto il giorno, il governo egiziano smentisce dunque la
televisione satellitare araba
al-Jazeera, seconda la quale i
turisti rapiti in Egitto (tra loro anche cinque italiani) erano stati
liberati.
Il gruppo di turisti (cinque cittadini
italiani, cinque tedeschi, una cittadina romena residente in Germania
e otto egiziani) è stato rapito venerdì scorso nella
zona desertica di Karkur Talh, al confine con il Sudan. Secondo
al-Jazeera, i turisti si sarebbero spinti fino al lato
sudanese del Gilf el Kebir, altopiano alla frontiera fra Egitto,
Libia e Sudan, e sarebbero stati bloccati dai rapitori in territorio
sudanese, derubati dei loro averi e delle auto.
Era tempo che non si verificavano
episodi ai danni dei turisti in Egitto. Nel 2004 e 2006 si erano
registrati una serie di attentati nella penisola del Sinai. Più
lontano nel tempo il famoso attentato di Luxor nel 1997 dove 58
persone erano state uccise da uomini armati che aveva aperto il fuoco
sui turisti stranieri in prossimità della zona archelogica.