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I fatti. Un curriculum criminale lungo e dove non manca nulla quello di Diodato, esponente
neofascista dell'Italia anni Settanta. Prima al soldo del dittatore Franco in
Spagna e poi di Pinochet in Cile. E ancora filo importante nelle maglie della
dittatura boliviana del generale Banzer che divenne anche suo parente. Il tutto
condito dal sospetto che qualche lavoretto in Sudamerica possa essere stato pagato
dalla Cia. Poi nel corso del tempo Diodato fu baciato dalla fortuna e dal successo
imprenditoriale e poco dopo anche da un'inchiesta giudiziaria che fra varie peripezie
lo fece condannare a dieci anni di carcere. Carcere da cui riuscì a fuggire in
maniera rocambolesca. Da quel giorno, era il 2004, di Diodato si sono perse le
tracce. La caparbietà e la professionalità di un giornalista d'assalto, Michel
Irusta, però, hanno riportato agli onori delle cronache il nome del neofasciata
italiano.
Secondo il reporter. Secondo il reporter, infatti, sarebbe stato proprio Diodato uno dei capi degli
squadroni della morte che hanno compiuto la strage nella provincia di Pando. C'è
dell'altro. Il prefetto Leonel Fernandez, sarebbe da tempo legato all'associazione
criminale di Diodato (oltre che socio dello stesso in affari poco legali). Anche
un altro giornalista, Wilson Garcia Merida, sostiene che Diodato sia stato ultimamente
nelle regioni della mezzaluna (come vengono chiamate le province ribelli) per
organizzare squadre di paramilitari al soldo dei potenti e pronte a tutto.
Le novità. Ad ogni modo su questa vicenda dai contorni oscuri se ne occuperà la magistratura
boliviana. Intanto il Paese sta attraversando una crisi senza precedenti. Dopo
un primo segnale di apertura al dialogo fra le parti, infatti, ieri (domenica)
sera sembra essersi arenata la trattativa fra governo e prefetti ribelli. Oggi
Morales parlerà a New York alla sede delle Nazioni Unite e sperava di arrivarci
con un accordo già firmato. Così non è stato: ci vorranno almeno altri venti giorni
affinchè si possa arrivare a un accordo. Accordo che per forza di cose dovrà arrivare
in tempi brevi per fare in modo che si eviti di arrivare nuovamente allo scontro
fisico fra le parti, ai morti, alla divisione del Paese.Alessandro Grandi