
Si fa sempre più critica la situazione nello Sri Lanka a causa dei continui scontri
tra i ribelli e le forze di sicurezza, e il numero sempre più elevato degli sfollati.
La Commissione per i diritti umani in Asia (Ahrc), con sede a Hong Kong, è intervenuta:
"Occore un'azione immediata per garantire la sicurezza e la protezione delle persone
sfollate nello Sri Lanka, il governo deve rispettare l'impegno di prendersene
cura. Le Nazioni Unite e la comunità internazionale devono dare assistenza e monitorare
la situazione", insistendo sulla "responsbailità del governo di garantire la sicurezza degli sfollati della zona Kilinochchi"
dove mancano cibo, acqua, medicine e assistenza medica.
I continui combattimenti tra esercito e ribelli delle Tigri Tamil hanno messo
in fuga 39mila abitanti del distretto di Mannar, e nell'area di Vellankulam altre
21mila persone. Il bilancio degli scontri di oggi nel porto di Nachikkudan tra
le forze armate e i ribelli Tamil ha fatto 71 morti. Dieci navi dei ribelli sono
state distrutte e il combattimento è stato uno dei più sanguinosi delle ultime
settimane. A Nachikkudan, a 300 km da Colombo, sono stati registrati sempre maggiori
scontri e le forze armate sono ricorse all'uso di elicotteri e allo dispiegamento
di truppe di terra per sconfiggere i ribelli.
Dopo i recenti bombardamenti aerei è iniziato un vero e proprio esodo: i profughi
vivono ai margini della strada o nella jungla, senza cibo o medicine, "Occorre creare una o più zone di pace in ogni distretto per la sicurezza dei
civili coinvolti negli scontri militari -suggerisce l'Ahrc e continua- E’ anche
necessario consentire alle organizzazioni delle Nazioni Unite di raggiungere senza
difficoltà le popolazioni e aiutarle nelle necessità essenziali”.