18/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Si fa sempre più critica la situazione nello Sri Lanka a causa dei continui scontri tra i ribelli e le forze di sicurezza, e il numero sempre più elevato degli sfollati. La Commissione per i diritti umani in Asia (Ahrc), con sede a Hong Kong, è intervenuta: "Occore un'azione immediata per garantire la sicurezza e la protezione delle persone sfollate nello Sri Lanka, il governo deve rispettare l'impegno di prendersene cura. Le Nazioni Unite e la comunità internazionale devono dare assistenza e monitorare la situazione", insistendo sulla "responsbailità  del governo di garantire la sicurezza degli sfollati della zona Kilinochchi" dove mancano cibo, acqua, medicine e assistenza medica.

I continui combattimenti tra esercito e ribelli delle Tigri Tamil hanno messo in fuga 39mila abitanti del distretto di Mannar, e nell'area di Vellankulam altre 21mila persone. Il bilancio degli scontri di oggi nel porto di Nachikkudan tra le forze armate e i ribelli Tamil ha fatto 71 morti. Dieci navi dei ribelli sono state distrutte e il combattimento è stato uno dei più sanguinosi delle ultime settimane. A Nachikkudan, a 300 km da Colombo, sono stati registrati sempre maggiori scontri e le forze armate sono ricorse all'uso di elicotteri e allo dispiegamento di truppe di terra per sconfiggere i ribelli.
Dopo i recenti bombardamenti aerei è iniziato un vero e proprio esodo: i profughi vivono ai margini della strada o nella jungla, senza cibo o medicine,  "Occorre creare una o più zone di pace in ogni distretto per la sicurezza dei civili coinvolti negli scontri militari -suggerisce l'Ahrc e continua- E’ anche necessario consentire alle organizzazioni delle Nazioni Unite di raggiungere senza difficoltà le popolazioni e aiutarle nelle necessità essenziali”.
Categoria: Guerra, Profughi, Politica
Luogo: Sri Lanka