Dopo una settimana dalla dichiarazione dello Stato di emergenza, partono gli
aiuti internazionali a sostegno della zona paraguaiana del Chaco (nota anche come
Chaco Boreale). La regione, che con i suoi 50 mila abitanti è quella meno popolata
dell’intero Paraguay, sta vivendo da alcune settimane un periodo di grave difficoltà,
dovuta all’eccessivo prolungarsi della siccità.

Mentre la popolazione, prevalentemente indigena vive con particolare difficoltà
la scarsità di acqua e viveri, l’organo istituzionale approntato per affrontare
l’emergenza non è ancora stato in grado di intervenire in alcun modo. Secondo
il ministro responsabile Soares, la mancanza è da tributare alla carenza di fondi,
dovuta agli sforzi profusi per affrontare una recente inondazione che ha colpito
la regione dell’Alto Paranà.
Per mettere freno alla crisi del Chaco, dunque, hanno preso il via alcune iniziative
internazionali. Il modo in cui sono state proposte ricorda però uno scenario da
“corsa agli aiuti”, che non sembra essere del tutto estraneo al processo di ridefinizione
degli equilibri di geopolitica che in questi mesi sta riguardando il mondo senza
eccezione per il subcontinente sudamericano.
Da sempre vicino in politica agli Stati Uniti, con lo storico partito liberale
Colorado, il governo paraguaiano da aprile ha invece avuto una svolta con la salita
al potere di Fernando Lugo, ex vescovo cattolico, del partito nazionale di sinistra
(APC). Mentre il paese ha assunto una posizione neutrale nello “spartiacque” politico
sudamericano, Lugo si è mostrato tutt’altro che critico verso la politica di Chavez,
che per molti versi è simile alle sue campagne contro le ineguaglianze sociali
in Paraguay.
Sembra perciò da leggere nell’ormai consueta logica di “avvicinamento” alla propria
sfera la serie di interventi internazionali nel Chaco. Cinquantamila dollari stanziati
dagli Stati Uniti, mezzo milione deciso dal Giappone, ma soprattutto il milione
di dollari deciso lunedì dal Venezuela di Chavez. Un aiuto importante per la popolazione
indigena, con una strizzata d’occhio alle sfere alte della politica del Paraguay.
Francesco de Augustinis