stampa
invia
I fatti. La notizia giunge dopo una lunga notte di discussione in cui il prefetto di
Tarija, Mario Cossio, ha firmato a nome del Consejo Nacional Democratico un accordo
con il governo per dare inizio a una nuova fase di dialogo fra le parti e fermare
definitivamente le violenze e i blocchi stradali che hanno paralizzato il paese
nelle ultime settimane, e causato morti e feriti. E' stato lo stesso Mario Cossio
a darne notizia. “Firmeremo l'accordo di pacificazione del paese. Questa è l'unica
opportunità di aprire il cammino verso un processo di dialogo nazionale”. Una
dichiarazione inattesa dopo le feroci polemiche che hanno semi diviso la Bolivia.
Sotto sotto. E' vero che sono ormai giorni che le parti stanno cercando di mettere a punto
un documento che ponga fine a questa imbarazzante situazione. E' anche altrettanto
vero, però che i “ribelli” boliviani, che volevano spaccare in due il paese, forse,
si sono resi conto di essere soli, o male accompagnati. La riunione dell'Unasur
(l'Unione degli Sati sudamericani), ha ribadito infatti il pieno appoggio delle
nazioni dell'area alla sovranità della Bolivia e al suo presidente Evo Morales.
Questo può aver fatto ripensare le strategie da adottare ai prefetti della mezzaluna,
che non molleranno certo la presa nonostante la firma di un documento. I più
scettici dalla Bolivia, infatti, non credono a una fine delle ostilità
fra le parti.
Il documento. Alla base di tutto c'è la restituzione delle royalties derivate dalla vendita
degli idrocarburi, la goccia che aveva fatto traboccare un vaso già pieno, che
il governo di Evo Morales aveva destinato a un fondo pensione per la popolazione
indigente. Il documento, inoltre, apre nuove ipotesi sul rispetto delle autonomie
delle regioni che lo hanno firmato e mette al centro la nuova Costituzione politica
dello Stato.Alessandro Grandi