L'assistente personale di Khaled
Meshaal, il capo dell'ufficio politico di Hamas che vive in esilio in
Siria, è stato ucciso. Ne dà notizia la televisione
israeliana Channel 2, citando fonti dell'opposizione siriana del
partito delle Riforme, una formazione che ha sede negli Stati Uniti.
La notizia non è ancora stata confermata da Hamas ma, secondo
la ricostruzione delle fonti, Hisham el Badni sarebbe stato
assassinato giovedì scorso nella città di Homs, a nord
di Damasco, dove uomini armati l'hanno fatto scendere dall'auto e
giustiziato con armi da fuoco.

L'omicidio dell'assitente di Meshaal,
figura radicale di Hamas considerata vicina all'Iran, sembra
inserirsi nella scia di uccisioni di personalità vicine al
regime di Teheran in Siria. Lo scorso mese di febbraio a Damasco
venne ucciso Imad Mughniyeh, il capo dell'ala militare di Hezbollah,
e lo scorso primo agosto toccò al generale Mohammed Suleiman,
consigliere militare del presidente Bashar Assad, considerato uomo di
collegamento tra Damasco e Hezbollah. Secondo il quotidiano del
Qatar, Al Arab, la Siria avrebbe diramato un avvertimento a tutte le
fazioni palestinesi presenti sul suo territorio, incluso Khaled
Meshaal, che in Siria ha sempre goduto di grandi privilegi e
considerazione, invitandole ad agire con cautela. Secondo il
quotidiano, il regime intendeva avvertirli di ipotetici tentativi di
omicidio da parte israeliana, ma al momento non è chiaro se
dietro a quest'ultio omicidio ci sia Israele o la stessa Siria. La
scorsa settimana, il quotidiano kuwaitiano Al Rai sosteneva che, su
richiesta delle autorità siriane, Meshaal si fosse trasferito
in Sudan, ma la notizia era stata smentita dallo stesso movimento
islamico.