Scritto per noi da
Emanuele Norsa
“Can we? Togheter.” Due turisti si avvicinano e sorridono indicando la macchina
fotografica. Brian fa un cenno e alza le due dita in segno di pace per farsi fotografare.
Non piove, ma potrebbe iniziare da un momento all'altro.
Brian Haw è seduto sulla sua sedia da campeggio come ogni giorno, da più di sette
anni si sveglia nella sua tenda “parcheggiata” di fronte al palazzo di Westminster
e trascorre le giornate fisssando l'ingresso principale della democrazia inglese,
dove Gordon Brown vive, forse, i suoi ultimi giorni da Primo Ministro, in attesa
che l'annuale congresso del partito Labour prenda il via il prossimo 20 Settembre
a Manchester.
Le ingiustizie verso i più piccoli. La battaglia di Brian è cominciata che le Torri Gemelle erano ancora in piedi.
Il 2 Giugno 2001 Haw ha deciso di cominciare una protesta attiva stabilendosi
di fronte a Westminster contro la crudeltà del proprio paese. La sua ossessione
erano, e rimangono, le sofferenze dei bambini e le ingiustizie nei loro confronti.
L'Iraq, colpito duramente dalla prima guerra del Golfo e poi dalle sanzioni della
comunità internazionale, è stato il punto di partenza per Brian e ancora oggi
è il punto chiave della sua protesta. Secondo l'annuale rapporto dell'associazione
Save The Chidren del 2007, ogni anno 28mila bambini sotto l'età di cinque anni
muoiono a causa di banali malattie ignorate per mancanza di mezzi. L'Iraq rappresenta
anche in questo documento un esempio fondamentale per la comprensione del problema.
Secondo i dati, infatti, dal 1990 ad oggi, i decessi di bambini minori di cinque
anni sono aumentati del 150 percento nel paese, conferendogli il primato nella
speciale classifica davanti al Botswana (+107 percento) e allo Zimbabwe (+65 percento).
L'incontro con Haw non è stato semplice. Nonostante i molti pannelli esplicativi con toccanti foto di neonati sofferenti,
a Brian la voglia di parlare viene e scompare molto rapidamente. La sua battaglia,
dice, è quella di combattere per la pace con la pace. “Vorrei abandonare questa
postazione ma non posso. Le vittime innocenti contano su di me, su di noi. A volte
penso che questa situazione andrà avanti per sempre, dopotutto il mercato più
redditizio del mondo è proprio quello delle armi, il secondo quello della droga,
strano no?”. Non dimentica mai di accennare alla religione cristiana, è lui stesso
a dirmi di essere molto credente. Mentre parla di temi legati al cristianesimo
incrocia le dita in segno di preghiera e abbassa la testa rendendo visibile una
spilla bianca attaccata al cappello con scritto “Lasciate in pace il mio fratello
musulmano. Il nostro attuale sindaco Boris Johnson - spiega - si danna l'anima
per combattere contro la criminalità minorile e il grande numero di delitti provocati
dalle armi da taglio. Se volesse veramente risolvere la questione a Londra verrebbe
da me, io sono molto rispettato tra la gente di colore e dagli emarginati, sarei
felice di aiutare. Il punto non è aumentare la polizia, ma dare ai giovani delle
speranze, fargli comprendere che la vita vale più di ogni altra cosa".
Di fatto alcuni tentativi politici Haw li ha fatti nel corso della sua protesta.
Nel 2005 si è candidato come membro del parlamento per la circoscrizione di Westminster
ma non è stato eletto. “Mi conoscono in tutto il mondo, ma a quanto pare non abbastanza
qui dove ormai vivo da tempo. I medias mi hanno tagliato fuori, non mi hanno dato la possibilità di diffondere le mie
idee.” Una piccola rivincita Brian se l'è presa l'anno scorso, quando il 54 percento
dei telespettatori di Channel 4 gli ha assegnato il premio come “Uomo politico
di maggiore ispirazione”, davanti a figure come Tony Blair (8 percento).
"Sappiamo come sono i politici". La postazione di Brian Haw è situata sull'aiuola di fronte al Big Ben. Intorno
passano le auto e i
buses londinesi che sembrano ricordare il movimento delle onde del mare che circondano
una piccola isola. A volte i temporanei ingorghi isolano completamente Brian,
gli autobus a due piani fermi nelle loro corsie rendono impossibile vederlo e
per qualche minuto fanno dimenticare della sua esistenza ai due poliziotti sempre
presenti all'ingresso del palazzo parlamentare. "Da qui ho visto moltissime cose
negli ultimi sette anni". Mi dice, "più volte mi è capitato di incontrare gente
importante ma altrettante volte sono stato molto rattristato dalla loro indifferenza.
Hugo Chavez qualche anno fa è venuto in visita a Londra e ha dichiarato al
Time di volermi incontrare. L'ho visto passare qui davanti, è vero, ma non mi ha
degnato di un saluto. Ci sono rimasto male soprattutto per il rispetto che ho
nei suoi confronti e nei confronti della sua politica. Ma dopo tutto lo sappiamo
come sono i politici".
“La polizia sostiene che sono pericoloso, hanno addirittura approvato una legge
contro la mia presenza. Il Socpa (Serious Organised Crime and Police Act 2005) vieta di manifestare senza autorizzazione di fronte ai 'luoghi del potere',
ma a quanto pare io ho ricevuto il permesso della High Court e sono l'unico a
poterlo fare. Quello che mi infastidisce è il termine Serious Organised Crime: noi non siamo un crimine organizzato, direi piuttosto che i signori dentro
al Parlamento lo sono”.
Allontanandomi dalla piazza lancio un ultimo sguardo a quell'uomo solo che sembra
lottare contro tutti. I turisti passano a centinaia e spesso dopo essersi fatti
immortalare davanti ai poliziotti di guardia all'entrata del parlamento, assumono
la stessa posa davanti a Brian Haw e la sua postazione. Il picchetto permanente
sembra il frutto dell'indifferenza della società civila nei confronti delle ingiustizie,
ma quando un ciclista passa, suona il suo campanello e fa un segno di saluto,
quell'uomo solo seduto sulla sedia da campeggio risponde, sorridendo fin nel profondo
dei suoi occhi azzurri.