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La minaccia. “Siamo alleati strategici della Russia” e l'arrivo dei due velivoli TU-160 “è
da considerare come un messaggio all'impero. Andate all'inferno yankee di merda”.
Non le manda certo a dire Chavez, istrionico presidente venezuelano, che in segno
di solidarietà con il presidente boliviano Evo Morales, dopo le vicende interne
boliviane, ha anch'egli espulso l'ambasciatore statunitense presente a Caracas
e richiamato quello venezuelano da Washington. “Non provate ad attaccarci” ha
detto agli Usa il leader bolivariano “altrimenti blocchiamo tutte le esportazioni
di petrolio. Bush deve rispettare la sovranità dei popoli latinoamericani. L'ambasciatore
statunitense potrà tornare a Caracas quando sarà cambiato il governo americano.
Per il momento l'ambasciatore Usa ha 72 ore di tempo per lasciare il paese”.
Ritorno alla guerra fredda? “Non credo che si possa tornare a una situazione come quella della guerra fredda”
sostiene Gustavo Arteta, esperto di America Latina dell'Iila (Istituo italo latino
americano). “Addirittura sembra che il dipartimento di Stato americano abbia già
emesso dichiarazioni per minimizzare l'accaduto e hanno attribuito alla voglia
di Morales di radicalizzare il sentimento antiamericano l'espulsione dell'ambasciatore.
Insomma, una mossa politica, per provare a risolvere i problemi del Paese. Per
quanto riguarda le dichiarazioni del presidente Chavez, invece, credo che alla
fine si tratti semplicemente di un bluff. Ha preso le difese della Bolivia come ha fatto con l'Ecuador quando ci fu la
crisi con la Colombia per l'uccisione di Raul Reyes. Anche questa è una mossa
politica con cui Chavez cerca di tenersi stretti i Paesi dell'area che più o meno
seguono la stessa linea politica del leader venezuelano. Non credo proprio che
si arriverà a conseguenze più gravi di queste”. Stando alle notizie delle ultime
ore, però, le cose potrebbero cambiare. Esiste infatti una dichiarazione di un
funzionario statunitense, che vuole restare anonimo secondo cui l'ambasciatore
venezuelano a Washington potrebbe essere espulso entro breve tempo.
Scaramucce. “In realtà l'America Latina è divisa praticamente in due. Da una parte Bolivia,
Venezuela, Nicaragua, Cuba, Ecuador e talvolta, dipende dalle circostanze, l'Argentina.
Dall'altra i Paesi che hanno buoni rapporti con Washington: Panama, Perù, Colombia,
Cile, Messico. Ma niente mi fa pensare a una possibile riapertura di una guerra
fredda. Chavez vorrebbe essere il leader di questi Paesi che non hanno rapporto
con Washington. Insomma una mossa che la sinistra antagonista al potere nei Paesi
del Sudamerica ha sempre cercato di fare: usare il sentimento antiamericano, per
rafforzare i rapporti diplomatici fra stati amici”, racconta Arteta.Alessandro Grandi