16/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'analista Adam Habib è scettico sulla rinascita del National Party in Sudafrica
scritto per noi da
Matteo Fagotto 
 
 
 
La rinascita del National Party (Np), la formazione politica artefice dell'apartheid in Sudafrica, ha provocato un vivo dibattito nel Paese. Nonostante le perplessità della maggioranza degli analisti, il Np si dice sicuro di poter puntare al voto della classe media nera, giovane e istruita, che non ha vissuto l'esperienza della segregazione razziale. Sulla questione PeaceReporter ha intervistato Adam Habib, docente di Scienze Politiche presso l'Università di Johannesburg e studioso del processo di democratizzazione in Sudafrica

Frederik de Klerk, ultimo presidente del Sudafrica nell'era dell'apartheid e membro del vecchio National PartyProfessor Habib, crede davvero che il National Party sarà in grado di catturare i voti della classe media nera?
Sono molto scettico. Ritengo che il partito sia troppo compromesso con il passato, e che non possa presentarsi come il rappresentante del cambiamento. Definirei più che ottimistico il loro obiettivo di puntare alla classe media nera. E' molto più probabile che raccolgano i voti di quella parte della comunità bianca che non si è integrata nel Sudafrica attuale.

I rappresentanti del partito fanno però un'analisi opposta alla Sua: dicono che saranno proprio i voti delle giovani generazioni il loro punto di forza
Faccio fatica a pensare che le nuove generazioni vogliano essere associate a un partito con un tale passato. Prendiamo l'esempio dello Zimbabwe: fino al 1980 il Paese è stato governato dai bianchi ma il Movement for Democratic Change (il partito di opposizione nato nel 1998 e vincitore delle elezioni di marzo, ndr) è un soggetto politico totalmente nuovo, non la riedizione di un vecchio partito.

Ritiene quindi che il Np dovrà accontentarsi di dividere le briciole con la Democratic Alliance (il partito di opposizione guidato da Helen Zille, nato nel 2000, e rappresentante dei bianchi di origine inglese, ndr)?
Non penso che il Np riuscirà a competere con la Da, un partito che non è compromesso con l'apartheid perché nato dopo il '94 e che non è additato come l'architetto della segregazione razziale.

Il museo dell'apartheid a JohannesburgSono passati ormai 14 anni dalla fine dell'apartheid. Nonostante i numerosi scandali in cui è stato coinvolto, l'African National Congress rimane al centro della scena politica sudafricana. Perché l'opposizione non riesce a porsi come alternativa?
Prima di tutto l'Anc gode ancora del credito ottenuto dall'aver emancipato la maggioranza nera. Secondo, la colpa di questo fenomeno è anche dell'opposizione: formazioni come il Np o la Da hanno mirato ai voti delle minoranze razziali, ma in questo modo di sono preclusi la possibilità di un successo a livello nazionale. Alla fine nascerà una formazione politica con un programma globale, capace di sfidare l'Anc, ma è un processo che richiede tempo. In Paesi dalla storia simile a quella sudafricana, come India e Zimbabwe, ci sono voluti almeno vent'anni.

Recentemente il sindacato Solidarity, che rappresenta in maggioranza i bianchi, ha denunciato le condizioni di vita dei bianchi poveri finiti nelle baraccopoli. Ora, il Np ha deciso di riorganizzarsi. Ritiene che la minoranza bianca abbia adottato un preciso programma politico per aumentare la propria visibilità?
C'è stata sicuramente una riorganizzazione dei gruppi di interesse che rappresentano i bianchi. Le loro rivendicazioni sono giuste, ma devono essere coerenti e integrate in un programma nazionale più ampio, altrimenti sono destinate all'insuccesso. Ormai la separazione razziale va contro la storia di questo Paese.