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Dopo aver visionato per mesi ore e ore di filmati gentilmente concessigli dalla
televisione statale che lui stesso controlla, re Mswati III, sovrano dello Swaziland
e ultimo monarca assoluto africano, ha deciso che dodici graziose e giovani mogli
non gli bastavano. Invaghitosi perdutamente della 17enne Xolile Magagula, una
delle decine di migliaia di ragazze che ogni anno ad agosto danzano a seno nudo
di fronte al re nella tradizionale “danza del giunco”, il 36enne monarca l’ha
scelta come tredicesima consorte. Prima di riconoscerla ufficialmente, però, Mswati
l’ha spedita in Sudafrica per sottoporla al test dell’Hiv: una pratica inevitabile
per il sovrano di un Paese con il 33 per cento di abitanti sieropositivi. Se l’aspirante
tredicesima regina risulterà sana, avrà il beneplacito della regina madre ed entrerà
a far parte della vasta famiglia reale.
Un re spendaccione. Un Paese come lo Swaziland, grande quanto il Lazio e con 1,1 milioni di abitanti
incastonati tra Sudafrica e Mozambico, ormai fa notizia solo per le follie del
suo giovane re. Salito al trono solo 18enne nel 1986, negli ultimi anni Mswati
si è fatto notare per la sua voglia matta di spendere e per l’abitudine di impalmare
almeno una bellezza locale all’anno. Due vizi che vanno a braccetto: perché buona
parte dei soldi spesi dal sovrano servono a soddisfare i bisogni delle sue crescenti
mogli e dei suoi 24 figli. L’anno scorso il re è riuscito a convincere il governo
– composto da amici e parenti da lui scelti, dato che nello Swaziland sono proibiti
i partiti politici – ad approvare il restauro di 10 palazzi presidenziali per
le sue svariate mogli al costo di 16 milioni di dollari: una somma pari all’intero
budget annuale per la sanità.
Un sogno coronato. Per le adolescenti dello Swaziland, tuttavia, essere scelte da re Mswati è il
coronamento di un sogno. Vogliono diventare regine per sfuggire alla povertà che
attanaglia il Paese (il 70 per cento degli abitanti vive con meno di un dollaro
al giorno, il 40 per cento è disoccupato e un terzo della popolazione dipende
interamente dagli aiuti internazionali). La dodicesima moglie, scelta appena quattro
mesi fa, è una reginetta di bellezza che ha lasciato gli studi per diventare principessa.
Molti genitori non si oppongono a questa scelta, anzi: una figlia regina può risolvere
definitivamente i problemi economici della famiglia. Solo una madre, due anni
fa, denunciò il monarca sostenendo che aveva rapito la figlia già prescelta per
portarla a palazzo reale. Ma è stato un caso isolato. Per questo la “danza del
giunco” è sempre frequentatissima: e per non farsi scappare nemmeno una potenziale
consorte, re Mswati manda i cameraman tra le file di danzatrici e si gusta le
loro grazie con calma nei mesi successivi.
Le critiche della comunità internazionale. Per il resto, il sovrano che ama vestirsi in abiti tribali non disdegna la tecnologia
moderna: alcuni mesi fa si è regalato una prestigiosa automobile da mezzo milione
di dollari e dotata di tv, dvd, 21 altoparlanti, frigo e flute d’argento per lo
champagne. Due anni fa aveva intenzione di dotarsi di un jet privato da 45 milioni
di dollari, ma i donatori internazionali l’hanno dissuaso: o l’aereo o il cibo
per i tuoi abitanti che altrimenti muoiono di fame, gli hanno intimato. Le critiche
dall’esterno riguardano anche le sue tante mogli: gli esperti sanitari temono
che la condotta libertina di Mswati lanci un messaggio sbagliato, in un Paese
piegato dall’Aids. Ma lui non si ferma. D’altronde per raggiungere il padre Sobhuza,
che di mogli ne aveva una sessantina, deve ancora darsi da fare. Se la prescelta
Xilole supererà l’esame dell’Hiv, per il disastrato Swaziland ci sono altre nozze
sfarzose in vista.
Alessandro Ursic