02/02/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il re del poverissimo Swaziland, amante del lusso, ha scelto un'altra moglie
A destra, re Mswati terzo in un costume tradizionaleDopo aver visionato per mesi ore e ore di filmati gentilmente concessigli dalla televisione statale che lui stesso controlla, re Mswati III, sovrano dello Swaziland e ultimo monarca assoluto africano, ha deciso che dodici graziose e giovani mogli non gli bastavano. Invaghitosi perdutamente della 17enne Xolile Magagula, una delle decine di migliaia di ragazze che ogni anno ad agosto danzano a seno nudo di fronte al re nella tradizionale “danza del giunco”, il 36enne monarca l’ha scelta come tredicesima consorte. Prima di riconoscerla ufficialmente, però, Mswati l’ha spedita in Sudafrica per sottoporla al test dell’Hiv: una pratica inevitabile per il sovrano di un Paese con il 33 per cento di abitanti sieropositivi. Se l’aspirante tredicesima regina risulterà sana, avrà il beneplacito della regina madre ed entrerà a far parte della vasta famiglia reale.
 
Il re ama vestirsi secondo le usanze tribaliUn re spendaccione. Un Paese come lo Swaziland, grande quanto il Lazio e con 1,1 milioni di abitanti incastonati tra Sudafrica e Mozambico, ormai fa notizia solo per le follie del suo giovane re. Salito al trono solo 18enne nel 1986, negli ultimi anni Mswati si è fatto notare per la sua voglia matta di spendere e per l’abitudine di impalmare almeno una bellezza locale all’anno. Due vizi che vanno a braccetto: perché buona parte dei soldi spesi dal sovrano servono a soddisfare i bisogni delle sue crescenti mogli e dei suoi 24 figli. L’anno scorso il re è riuscito a convincere il governo – composto da amici e parenti da lui scelti, dato che nello Swaziland sono proibiti i partiti politici – ad approvare il restauro di 10 palazzi presidenziali per le sue svariate mogli al costo di 16 milioni di dollari: una somma pari all’intero budget annuale per la sanità.
 
Decine di migliaia di ragazze partecipano ogni anno alla 'danza del giunco'Un sogno coronato. Per le adolescenti dello Swaziland, tuttavia, essere scelte da re Mswati è il coronamento di un sogno. Vogliono diventare regine per sfuggire alla povertà che attanaglia il Paese (il 70 per cento degli abitanti vive con meno di un dollaro al giorno, il 40 per cento è disoccupato e un terzo della popolazione dipende interamente dagli aiuti internazionali). La dodicesima moglie, scelta appena quattro mesi fa, è una reginetta di bellezza che ha lasciato gli studi per diventare principessa. Molti genitori non si oppongono a questa scelta, anzi: una figlia regina può risolvere definitivamente i problemi economici della famiglia. Solo una madre, due anni fa, denunciò il monarca sostenendo che aveva rapito la figlia già prescelta per portarla a palazzo reale. Ma è stato un caso isolato. Per questo la “danza del giunco” è sempre frequentatissima: e per non farsi scappare nemmeno una potenziale consorte, re Mswati manda i cameraman tra le file di danzatrici e si gusta le loro grazie con calma nei mesi successivi.

Re Mswati sta spendendo 16 milioni di dollari per il restauro di 10 palazzi per le sue numerose mogliLe critiche della comunità internazionale. Per il resto, il sovrano che ama vestirsi in abiti tribali non disdegna la tecnologia moderna: alcuni mesi fa si è regalato una prestigiosa automobile da mezzo milione di dollari e dotata di tv, dvd, 21 altoparlanti, frigo e flute d’argento per lo champagne. Due anni fa aveva intenzione di dotarsi di un jet privato da 45 milioni di dollari, ma i donatori internazionali l’hanno dissuaso: o l’aereo o il cibo per i tuoi abitanti che altrimenti muoiono di fame, gli hanno intimato. Le critiche dall’esterno riguardano anche le sue tante mogli: gli esperti sanitari temono che la condotta libertina di Mswati lanci un messaggio sbagliato, in un Paese piegato dall’Aids. Ma lui non si ferma. D’altronde per raggiungere il padre Sobhuza, che di mogli ne aveva una sessantina, deve ancora darsi da fare. Se la prescelta Xilole supererà l’esame dell’Hiv, per il disastrato Swaziland ci sono altre nozze sfarzose in vista.

Alessandro Ursic

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