12/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo stato delle 'nuove' forze armate dopo la guerra del Caucaso
L'Armata Rossa in marcia verso l'Ossezia del Sud è stata - secondo un giornalista di Newsweek - uno 'spettacolo terrificante, metà Stalingrado e metà Mad Max'. Truppe, mezzi blindati e tank verniciati di fresco avanzavano in formazione compatta, distruggendo gli ostacoli sul terreno e annientando le unità dell'esercito di Tbilisi con estrema facilità. La stessa armata che in pochi giorni ha annichilito le ambizioni georgiane di conquistare la repubblica ribelle, fino a dieci anni fa era un dinosauro moribondo, male armato, scarsamente addestrato, con mezzi e tecnologie obsolete, composto da militari di leva costretti ad abusi e violenze di ogni tipo, con un tasso di suicidi in continua ascesa. L'umiliazione delle guerre in Cecenia e l'avvento al potere di Putin hanno costituito il punto di svolta per le forze armate russe.
 
Missile russo in base mobileLa riforma. Se le dichiarazioni di Putin della settimana scorsa ('non abbiamo paura di una nuova Guerra Fredda') suonano enfatiche o propagandistiche, il motivo va ricercato nell'impegno, politico ed economico, che l'ex presidente russo profuso nel rilanciare il suo Paese come 'grande potenza globale'. Dal 2000, Putin ha avviato una imponente e ambiziosa riforma militare con l'intento di modernizzare le forze armate russe. Uno degli architetti dell'operazione è Anatoly Serdyukov, 46enne ex avvocato che gestiva un negozio di mobili a San Pietroburgo prima di essere reclutato dal suo vecchio amico per 'rivoluzionare l'esercito' con la nomina a ministro della Difesa. Alienazioni del patrimonio militare per far cassa, decapitazione dei vertici per combattere inefficienza e corruzione, sostituzione degli ufficiali più anziani con giovani motivati e meglio addestrati, ma soprattutto riduzione della coscrizione obbligatoria da 18 a 12 mesi, con l'obiettivo di arrivare al 2010 con il 70 percento di volontari. In aggiunta, migliori paghe per i militari e pugno di ferro contro i soldati inetti o violenti. Il comandante in capo dell'Aviazione, generale Vladimir Mikhailov, ha descritto un terzo dei soldati russi (l'armata ammonta a 1,3 milioni di soldati) come 'mentalmente inadatti, tossicodipendenti o imbecilli'.
 
Sottomarino russoVolontà di potenza. Gli investimenti militari sono stati la priorità per Putin, che ha aumentato la voce in bilancio dai 15 miliardi del 2000 ai 40 attuali. Esercitazioni aeronavali in grande stile, le più imponenti dal crollo dell'Unione sovietica, hanno portato in missione nel Mediterraneo l'ammiraglia della flotta sovietica, la portaerei Kutsnezov, e in volo sopra il Golfo di Biscaglia i bombardieri strategici Tupolev Tu-65. Ieri due caccia Tu-160 sono atterrati in Venezuela, dopo che Chavez, nel pieno della crisi caucasica, aveva fornito la sua piena assistenza militare a Mosca, scartata l'ipotesi di far atterrrare bombardieri russi nella vecchia base militare 'Lourdes' a Cuba. Sono chiare indicazioni della volontà di potenza russa e dell'accresciuta capacità tecnologica delle  sue forze armate. "E' cominciata una nuova era - è stato il commento alle esercitazioni dell'analista britannico, ex generale Michael Rose - le forze armate russe sono oggi una istituzione re-inventata e una potenza con cui fare i conti nel prossimo futuro".
 
Tupolev Tu-160Nuove agenzie. Il vice-premier Sergei Ivanov rivelò lo scorso anno un ambizioso piano per costruire una nuova generazione di missili balistici intercontinentali, sottomarini nucleari, una flotta di portaerei e un nuovo sistema di allerta radar. La Nato non ha perso tempo nel cercare di riempire il vuoto creatosi nei Paesi del Patto di Varsavia dopo il crollo dell'Unione Sovietica. La costruzione dello scudo missilistico in Polonia e Repubblica ceca, e il piano di adesione all'Alleanza atlantica di Georgia e Ucraina hanno creato una tempesta, nel mare già agitato dei rapporti con gli Stati Uniti, con i quali Putin aveva siglato nel 2002 un trattato per ridurre le armi strategiche nucleari di due terzi entro il 2012. Da allora, dopo l'indipendenza del Kosovo e la crisi georgiana, le relazioni di Mosca con gli Stati Uniti si sono aggravate a tal punto da innescare una nuova corsa al riarmo. Per adesso, la minaccia di puntare i propri missili contro Polonia, Repubblica Ceca ed eventualmente la filo-occidentale Ucraina, non è che la provocazione di una ex-superpotenza irritata. Ma entro quest'anno, saranno 65 i sistemi mobili di missili strategici Topol a disposizione del comando missilistico russo: lo ha riferito due giorni fa il generale Nikolai Solovtsov, precisando che sono in programma altri quattro lanci di prova di missili balistici intercontinentali. Gli spettacolari profitti di petrolio e gas seguiti alla nazionalizzazione delle imprese private - talvolta con metodi che definire 'autoritari' sarebbe un eufemismo (vedi la Jukos di Khodorkovskij) - hanno consentito il consolidamento delle industrie della difesa, nucleare e spaziale, la promozione di sinergie tra queste e gli altri settori dell'economia e la costituzione di un gruppo pubblico per l'aeronautica (United Aircraft Corporation, Oak) composto, tra le altre, da Sukhoi, Ilyushin, Tupolev, Mig e le varie associazioni di industrie aeronautiche, e di un analogo gruppo per la cantieristica navale (United Shipbuilding corporation, Osl).
 
Bombardiere strategicoIl falco. Il monopolio della vendità di armi è già da anni una realtà nel Paese, con la Rosoboronexport titolare giuridica del diritto esclusivo di esportazioni delle armi russe (oltre i 6 miliardi di dollari in esportazioni). Enorme rilievo, nell'ideale confronto militare con l'Occidente, è attribuito al comando delle Forze Strategiche missilistiche, competente per tutte le attività di gestione del sistema missilistico terrestre, aereo e navale. Il comandante, Nikolay Solovtsov, nominato da Putin nel 2001, è uno dei generali più ostili alla Nato e al progetto missilistico Usa. Proprio ieri ha (nuovamente) definito Polonia e Repubblica Ceca 'possibili obiettivi dei missili russi, così come altre analoghe installazioni militari'. Seppur vetusto e oggetto di scarsa manutenzione, l'arsenale di missili balistici intercontinentali (Icbm) è il più grande del mondo. Secondo varie fonti (russianforces.org, globalsecurity.org), all'inizio del 2008 era costituito da 702 piattaforme di lancio, in grado di portare 3.155 testate. Gli Icbm sono 507, gli Ss-18 'Satan' 85, gli Ss-19 150, gli Ss-25 'Topol' sono 300, gli Ss-27 'Topol-M' 40, gli Sh-11 Gorgon sono 36, gli Sh-08 Gazelle 64. Risalgono tutti all'epoca sovietica, eccetto il Topol-M, che può essere sia lanciato da un silo che da una piattaforma mobile. La flotta navale russa ha 15 sottomarini nucleari definiti 'balistici' (Typhoon, Delta III e Delta IV) in grado di trasportare missili 204 missili balistici e 25 sottomarini 'cruise' con a bordo varie categorie di missili, dall'Ss-N-15 all'Ss-N-21. La flotta aerea consiste di 124 bombardieri nucleari (Tu-95 e Tu-160) in grado di portare 872 missili Cruise a lungo raggio, oltre a 124 Tu-22M con varie testate a corto raggio.
 
La Marina. Ivanov ha in mente di far diventare la flotta navale russa la seconda del mondo in 20 anni, dando alla Marina pari rilievo rispetto alle Forze strategiche missilistiche. Da qui al 2015, 50 miliardi di dollari saranno destinati alla costruzione di nuovi natanti. "Stiamo costruendo navi in numero uguale a quelle che costruivamo in tempi sovietici", ha dichiarato il vice di Putin. In cantiere ci sono 40 fregate e 6 portaerei: queste ultime però non verranno costruite prima del 2030".
 
Flotta russaLeadership. Sempre nell'ottica putiniana di rinnovamento della grandeur sovietica e virtuale confronto con l'Occidente, grande impulso è destinato al miglioramento e all'innovazione delle infrastrutture tecnologiche e della comunicazione militare. Attualmente, la Russia ha tre satelliti Cosmos, due dei quali seguono l'orbita terrestre, mentre il terzo è geo-stazionario. I satelliti orbitanti possono individuare missili lanciati dal territorio statunitense, ma non dal mare o da altre regioni terrestri. Quello geo-stazionario, ancora non operativo, ha un raggio di intercettazione più esteso. Nove sono invece le stazioni radar a terra, ciascuna delle quali ha uno o più radar. Mosca e le regioni circostanti sono 'protette' dall' A-135, sistema integrato di intercettazione preventiva, con 68 missili Gazelle e 32 Gorgon. Nuovi investimenti, ancora non quantificati, sono previsti per il settore del controllo aerospaziale, in linea con le dichiarazioni dell'ex presidente russo: "La Russia ha il compito di mantenere un ruolo di leadership nella tecnologia militare e nei sistemi di difesa". Anche se la vera risposta tecnologica allo scudo spaziale americano sarà per molto tempo ancora ben lungi dall'arrivare.

Luca Galassi

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