12/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo del Nepal vorrebbe espellere i tibetani che vivono 'illegalmente' nel Paese e che commettono reati di opinione. La notizia arriva dal  quotidiano Kantipur Daily, dopo che il vice primo ministro e il ministro degli interni di Kathmandu Bamdev Gautam hanno deciso di vietare tutte le manifestazioni dei rifugiati tibetani contro la Cina e contro l'occupazione del Tibet. La polizia nepalese sta continuando ad arrestare i tibetani che infrangono la legge sul divieto di protestare. Martedì sono stati arrestati 64 rifugiati tibetani che manifestavano davanti alla sezione consolare dell'ambasciata cinese, e mercoledì 42 persone sono finite in prigione. Secondo gli ufficiali dell'immigrazione i rifugiati "devono stare nel Paese in certi limiti, altrimenti dovranno lasciare il Nepal". Secondo le fonti del ministero degli interni nepalese, le proteste pro Tibet non hanno solo procurano problemi al traffico della capitale, ma tendono anche a indebolire i rapporti internazionali del governo, soprattutto quelli con la Cina. Da quando sono al potere i maoisti del primo ministro ex primula rossa e capo dei ribelli Pushpa Kamal Dahal, i rapporti con la repubblica cinese sono diventati più forti, e ogni giorno il governo di Kathmandu dispiega 400 poliziotti intorno all'ambasciata cinese per spegnere sul nascere qualsiasi fuoco di ribellione.
Categoria: Diritti, Profughi, Migranti, Pace, Politica
Luogo: Nepal