
Il governo del Nepal vorrebbe espellere i tibetani che vivono 'illegalmente'
nel Paese e che commettono reati di opinione. La notizia arriva dal quotidiano
Kantipur Daily, dopo che il vice primo ministro e il ministro degli interni di
Kathmandu Bamdev Gautam
hanno deciso di vietare tutte le manifestazioni dei rifugiati tibetani
contro la Cina e contro l'occupazione del Tibet.
La polizia nepalese sta continuando ad arrestare i tibetani che infrangono la
legge sul divieto di protestare. Martedì
sono stati arrestati 64 rifugiati tibetani che manifestavano davanti alla sezione
consolare dell'ambasciata cinese, e mercoledì 42 persone
sono finite in
prigione. Secondo gli ufficiali dell'immigrazione i rifugiati "devono stare
nel Paese in certi limiti, altrimenti dovranno lasciare il Nepal". Secondo le
fonti
del ministero degli interni nepalese, le proteste pro Tibet non hanno solo procurano
problemi al traffico della capitale, ma tendono anche a indebolire i rapporti
internazionali del governo, soprattutto quelli con la Cina. Da quando sono al
potere i maoisti del primo ministro ex primula rossa e capo dei ribelli Pushpa
Kamal Dahal, i rapporti con la repubblica cinese sono diventati più forti, e ogni
giorno il governo di Kathmandu dispiega 400 poliziotti intorno all'ambasciata
cinese per spegnere sul nascere qualsiasi fuoco di ribellione.