
L'esercito congolese sta dislocando le sue truppe al confine settentrionale con
l'Uganda nel tentativo di respingere gli attacchi ai civili dei ribelli del LRA,
Lord's Resistance Army, il movimento guidato da Joseph Kony, famoso per massacrare
i civili e rapire i bambini da impiegare poi come soldati o schiavi.
Il capo della missione internazionale di paecekeeping in Congo, il colonnello
Jean-Paul Dietrich, ha offerto il supporto logistico delle Nazioni Unite per questa
che è stata definita "un'operazione di contenimento". La missione MONUC, infatti
schiera 17mila soldati ma non ha il mandato per combattere direttamente i ribelli
del LRA.
La loro base è nell'Acholiland, una regione nel nord dell'Uganda che, in 20 anni,
ha visto più di 20mila rapimenti e 700mila persone costrette a vivere nei campi
profughi. Da lì però i ribelli hanno trovato rifugio anche nelle foreste settentrionali
del Congo e della Repubblica Centro-Africana, da dove partono per fare razzia.
La guerriglia che da oltre 20 anni oppone i seguaci di Kony al governo ugandese
è una delle crisi più gravi e dimenticate del mondo. Nell'aprile scorso Kony,
che è ricercato dalla Corte Criminale Internazionale, si è rifiutato di firmare
un accordo di pace dopo 18 mesi di trattative. Per questo a giugno Uganda, Congo
e Sudan hanno deciso di coordinare i loro sforzi per debellarne le incursioni
che accentuano l'instabilità in una regione ricca di risorse minerarie.