04/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La crisi georgiana monopolizza da un mese le pagine di esteri dei quotidiani Usa. E l'intransigenza di McCain paga più della diplomazia di Obama
dal nostro inviato
 
Passate le Olimpiadi, e ormai a quasi un mese di distanza dal conflitto, sui media statunitensi il tema di esteri principale - spesso l’unico - rimane il confronto tra Russia e Georgia. Se fino a luglio la quasi totalità degli americani avrebbe pensato che “Georgia” fosse semplicemente uno dei cinquanta stati dell’Unione, ora qualcuno di loro in più ha una vaga idea che da qualche parte, in Europa, un piccolo stato con quel nome è nel mirino di una Russia ambiziosa. Ma per quanto la crisi georgiana sarà presto dimenticata, nell’ultimo mese ha contribuito al recupero di John McCain su Barack Obama, dato che gli americani hanno dimostrato di apprezzare il suo atteggiamento verso Mosca rispetto a quello del rivale.

Il primo ministro russo Vladimir PutinPochi giorni fa, alla radio, ho sentito i risultati del sondaggio “chi saprebbe tener meglio testa alla Russia?”, che ha evidenziato bene chi dei due candidati alla presidenza abbia vinto questo round: il 55 percento ha detto McCain, il 27 percento Obama. Fin dal primo giorno della crisi, ma anche prima della guerra, il candidato repubblicano ha assunto una posizione intransigente nei confronti di Mosca, mentre Obama ha esortato le due parti alla calma, pur ribadendo il suo sostegno all’alleata Georgia. McCain propone da tempo l’esclusione della Russia dal G8 e la creazione di una “Società delle democrazie” sostitutiva dell’Onu, che tenga fuori dai giochi Russia e Cina.

Sebbene la maggioranza degli esperti abbia bollato l’idea come irrealizzabile - se non altro perché gli Usa hanno bisogno della collaborazione di quei due paesi su altri problemi, come le ambizioni nucleari dell’Iran e il contenimento della Corea del Nord - gli americani sembrano apprezzare l’intransigenza di McCain. La sua immagine di “uomo forte” funziona meglio rispetto alle vie diplomatiche proposte da Obama. “Agli americani, abituati a considerarsi i migliori e comunque i più potenti, non piace essere vittima del ‘bullismo’ di un paese ostile”, sostiene un mio amico (americano) particolarmente critico nei confronti dei suoi compatrioti. Men che meno se il paese ostile è l’erede della superpotenza che evoca ricordi di Guerra Fredda. E l’intransigenza funziona ancora meglio, se viene dall’eroe di guerra McCain contro un’ex spia del Kgb che guida un paese di nuovo baldanzoso grazie ai petrodollari: come in altri casi, McCain è bravo a comunicare un’immagine di sicurezza protettiva, da uomo forte ed esperto che sa farsi valere in difesa degli Stati Uniti

McCain ha assunto una posizione intransigente nei confronti della Russia, e sta pagandoE’ anche per questa dinamica che le minacce della Russia di Putin all’ordine costituito occupano regolarmente le pagine di esteri dei quotidiani statunitensi. E se non si contano i pregevoli New York Times, Washington Post, Boston Globe, Los Angeles Times - reperibili solo nelle rispettive città, non certo nella “middle America” - spesso questo è l’unica questione di esteri che gli americani non delle metropoli hanno sotto gli occhi quando sfogliano il quotidiano locale. “Tanto quella pagina non la leggono neanche”, mi dice sarcastico Erin, un ragazzo del Missouri che ho conosciuto a New York. La scarsa attenzione a quello che succede nel mondo colpisce: due giorni fa ho comprato il Houston Chronicle, e di esteri aveva appunto solo una pagina, neanche intera a causa della pubblicità. E stiamo parlando del quotidiano della quarta città degli Stati Uniti, mentre in Italia anche i giornali locali - magari anche solo con ritagli di agenzie o con notizie brevi - danno una panoramica più ampia dei fatti del mondo. Così, si procede a compartimenti stagni: oggi si parla della Russia, e ha vinto McCain. Se da qui a novembre emergerà un’altra crisi internazionale, Obama dovrà cercare di giocare meglio le sue carte per far presa sugli elettori. 

Alessandro Ursic

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