
L'Ucraina è di nuovo in crisi a causa delle forti tensioni tra il presidente
Viktor Iushenko e la premier Iulia Timoshenko. Il partito presidenziale 'Nostra
Ucraina' ha votato per uscire dalla coalizione di governo. La mossa, appoggiata
da 39 deputati su 72, è stata decisa in seguito alle nuove leggi approvate dal
Parlamento e tese a ridurre i poteri presidenziali e facilitare l'impeachment
del capo di Stato. Le nuove leggi prevedono che i ministri degli Esteri e della
Difesa, di nomina solo presidenziale e destituibili solo dal capo di Stato, potranno
essere silurati dal governo. Il presidente ha accusato la premier di aver dato
inizio a un golpe bianco, "In Ucraina è cominciato un colpo di Stato." Nella Rada
(il Parlamento ucraino) si è formata una nuova coalizione, che non ha a cuore
gli interessi del Paese. Il presidente ha minacciato di sciogliere la Rada. Il
viceprimo ministro Ivan Vasiunik ha fatto sapere che "I ministri di 'Nostra Ucraina'
non considerano ragionevole partecipare alla riunone del governo".
La premier Iulia Timoshenko ha invece accusato Iushenko di aver indebolito la
coalizione filo occidentale, "E' deplorevole che il presidente prenda posizioni
irresponsabili. La coalizione è stata rotta su sua disposizione". Il presidente
ha comunicato che se entro un mese non verrà formata una nuova coalizione di governo,
scioglierà il parlamento e convocherà nuove elezioni parlamentari. Inoltre ha
fatto sapere la sua intenzione di porre il veto su tutte le leggi "anti costituzionali"
adottate dalla Rada. Nel frattempo il Partito comunista di Piotr Simonenko ha
chiesto la creazione di una commissione speciale per emandare la costituzione
e abolire la carica presidenziale in favore di una repubblica parlamentare.