02/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Da giorni i medici della Striscia di Gaza incorciano le braccia contro i licenziamenti dei colleghi di Fatah
I medici di Gaza sono stati di parola. ''Cominciamo oggi uno sciopero generale che andrà avanti per qualche giorno. L'adesione prevista è del 70 percento e riguarderà tutto il settore della sanità pubblica nella Striscia di Gaza'', aveva annunciato sabato scorso alla stampa internazionale un portavoce della rappresentanza sindacale di categoria.

sciopero a gazaIncrociate le braccia. Lo sciopero continua e sono migliaia i dipendenti del ministero della Sanità della Striscia ad avere aderito. La protesta dei medici e dei paramedici è finalizzata a ottenere il reintegro in servizio dei cinquanta colleghi licenziati negli ultimi mesi dai dirigenti di Hamas. Secondo i sindacati il motivo dell'allontanamento dei colleghi è solo politico. Tutti i licenziati sono ritenuti vicini a Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen, quindi invisi ai dirigenti di Hamas. Da quando il partito islamico ha preso il potere, con il colpo di mano dello scorso anno,
ha attuato un'epurazione piuttosto decisa degli avversari politici,
ricorrendo anche alle maniere forti. ''Abbiamo paura...anche a protestare. Ma dobbiamo far sentire la nostra voce, non è possibile perdere il posto di lavoro e venire additati come 'nemici' solo perché si hanno idee politiche diverse da Hamas'', fa sapere a PeaceReporter un'infermiera che chiede di restare anonima. ''Le vendette sono all'ordine del giorno'', racconta, ''e anche andare in piazza è difficile''.

milizie a gazaScambio di accuse, sulla pelle dei palestinesi. ''Nessuna persona, nessuna istituzione, nessun sindacato, può deliberatamente sabotare la sicurezza die cittadini di Gaza. Noi non lo permetteremo e adotteremo la forma più dura di punizione prevista dalla legge'', ha tuonato Basim Naeem, ministro della Sanità di Hamas nella Striscia di Gaza. ''Lo sciopero è irresponsabile, perché arriva proprio uando almeno 1600 palestinesi necessitano di urgenti cure mediche'', ha ribadito Naeem. Il governo ha minimizzato i numeri dell'adesione allo sciopero, ma la realtà è un'altra, visto che ai medici e ai paramedici si son uniti anche i docenti, coinvolti recentemente in un repulisti similare. ''Questa è la strategia della tensione del Fatah'', ha dichiarato Sami abu Zuhru, portavoce di Hamas, ''per portare all'esasperazione la gente di Gaza, sottraendogli un bene fondamentale come le cure mediche. Questo sciopero è l'altra faccia dell'embargo imposto alla Striscia da Israele, al quale Fatah collabora attivamente''. ''Non c'entriamo nulla con lo sciopero'', fa sapere da Ramallah la sede del ministero della Sanità dell'Autorità Nazionale Palestinese, controllata dal Fatah. Una situazione surreale: due capitali e due ministeri della Sanità, l'un contro l'altro armati, per una Palestina che non c'è.
 

Christian Elia

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