I
medici di Gaza sono stati di parola. ''Cominciamo oggi uno sciopero
generale che andrà avanti per qualche giorno. L'adesione
prevista è del 70 percento e riguarderà tutto il
settore della sanità pubblica nella Striscia di Gaza'', aveva
annunciato sabato scorso alla stampa internazionale un portavoce
della rappresentanza sindacale di categoria.
Incrociate le braccia. Lo
sciopero continua e sono migliaia i dipendenti del ministero della
Sanità della Striscia ad avere aderito. La protesta dei medici
e dei paramedici è finalizzata a ottenere il reintegro in
servizio dei cinquanta colleghi licenziati negli ultimi mesi dai
dirigenti di Hamas. Secondo i sindacati il motivo dell'allontanamento
dei colleghi è solo politico. Tutti i licenziati sono ritenuti
vicini a Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen,
quindi invisi ai dirigenti di Hamas. Da quando il partito islamico ha
preso il potere, con il colpo di mano dello scorso anno,
ha
attuato un'epurazione piuttosto decisa degli avversari politici,
ricorrendo anche alle maniere
forti. ''Abbiamo paura...anche a protestare. Ma dobbiamo far sentire
la nostra voce, non è possibile perdere il posto di lavoro e
venire additati come 'nemici' solo perché si hanno idee
politiche diverse da Hamas'', fa sapere a
PeaceReporter
un'infermiera che chiede di restare anonima. ''Le vendette sono
all'ordine del giorno'', racconta, ''e anche andare in piazza è
difficile''.
Scambio di accuse, sulla pelle dei palestinesi. ''Nessuna
persona, nessuna istituzione, nessun sindacato, può
deliberatamente sabotare la sicurezza die cittadini di Gaza. Noi non
lo permetteremo e adotteremo la forma più dura di punizione
prevista dalla legge'', ha tuonato Basim Naeem, ministro della Sanità
di Hamas nella Striscia di Gaza. ''Lo sciopero è
irresponsabile, perché arriva proprio uando almeno 1600
palestinesi necessitano di urgenti cure mediche'', ha ribadito Naeem.
Il
governo ha minimizzato i numeri dell'adesione allo sciopero, ma la
realtà è un'altra, visto che ai medici e ai paramedici
si son uniti anche i docenti, coinvolti recentemente in un repulisti
similare.
''Questa
è la strategia della tensione del Fatah'', ha dichiarato Sami
abu Zuhru, portavoce di Hamas, ''per portare all'esasperazione la
gente di Gaza, sottraendogli un bene fondamentale come le cure
mediche. Questo sciopero è l'altra faccia dell'embargo imposto
alla Striscia da Israele, al quale Fatah collabora attivamente''.
''Non
c'entriamo nulla con lo sciopero'', fa sapere da Ramallah la sede del
ministero della Sanità dell'Autorità Nazionale
Palestinese, controllata dal Fatah. Una situazione surreale: due
capitali e due ministeri della Sanità, l'un contro l'altro
armati, per una Palestina che non c'è.