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Consiglieri Usa in prima linea. Il vicecapo di stato maggiore russo, generale Anatoly , ha mostrato alle telecamere il passaporto di un cittadino Usa - un texano di nome Michael Lee White - rinvenuto
dai soldati russi in una postazione conquistata alle forze speciali georgiane
a Zemonekozi, un villaggio poco a sud di Tskhinvali, in Ossezia del Sud. "Quella
posizione era stata tenacemente difesa dai commando georgiani", ha detto Nagovitsyn.
"Non sappiamo perché questo americano fosse lì, ma è un fatto che stava in quell'edificio,
assieme alle forze speciali georgiane".
Difesa antiaerea con i satelliti Usa. Questa notizia fa il paio con quella ancor più clamorosa - ma praticamente ignorata
dai mass media occidentali - dell'aiuto 'satellitare' che gli Usa avrebbero fornito
alla contraerea georgiana nei giorni del conflitto. Mosca sostiene infatti che
durante la guerra i radar del sistema di difesa antiaereo georgiano sono stati
tenuti sempre spenti per evitare di essere localizzati (salvo brevi accensioni
per seguire il lancio di missili), e che questo risulta incompatibile con la precisione
con cui la contraerea georgiana ha abbattuto, tirando a colpo sicuro, un bombardiere
Tupolev 22 e tre caccia Sukhoi 25 russi. La risposta, secondo Mosca, è nella sofisticata
strumentazione satellitare trovata a bordo dei sei gipponi 'Hummer' dell'esercito
Usa sequestrati dai russi nel porto georgiano di Poti: un sistema collegato ai
satelliti militari Usa, un apparecchio per distinguere i mezzi propri da quelli
nemici e sistemi criptati di comunicazione radio. Quel che bastava, secondo il
generale Nagovitsyn, a fornire in tempo reale alle batterie missilistiche georgiane
le coordinate dei velivoli russi. Enrico Piovesana