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I fatti. Entrambi condannati per crimini contro l'umanità i due sono anche stati dichiarati
colpevoli di privazione illegittima della libertà, tortura e omicidio. Scontato
che i due ex militari rifiutassero ogni accusa a loro carico. Bussi inoltre, durante
il processo ha voluto ringraziare, come fosse una sfida, tutti qui soldati che
gli sono stati affianco nella lotta contro la possibile “aggressione comunista
dell'Argentina”. Non meno ficcante e aberrante la dichiarazione dell'81enne Menendez
che durante il processo ha voluto sottolineare come “la persecuzione dei sovversivi
non fu repressione. Le forze armate hanno applicato la legge e hanno compiuto
la loro missione che era quella di vincere il nemico”.
I commenti. “E' una giornata positiva per l'Argentina ama anche per la comunità internazionale”
dice Alfredo Somoza che aggiunge “questa sentenza è importante per il valore storico
ma serve anche da monito per i militari attuali e per le generazioni future del
Paese”. Secondo Somoza il fatto che l'Argentina sia l'unico Paese che ha processato
i suoi dittatori senza aiuti esterni la dice lunga sulla voglia di cambiamento.
“Sono stati processati e condannati, nonostante siano anziani e probabilmente
non andranno in carcere, due personaggi simbolo del periodo della dittatura. La
condanna di oggi significa anche che il nostro Paese non ha dimenticato. E' vero,
questi due signori non sono i capi della dittatura ma è importante che siano stati
condannati per dare un segnale forte, anche per il futuro”.
Alessandro Grandi