29/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di scuole cattoliche dello stato indiano dell'Orissa son rimaste chiuse oggi, in solidarietà con i cattolici vittime nei giorni scorsi di violenze e saccheggi da parte della maggioranza induista. Da sabato scorso, almeno 14 persone sono state uccise, sono state saccheggiate anche 42 chiese e 300 abitazioni civili. Secondo il New York Times gli sfollati dopo le violenze del fine settimana sono circa 3mila. Fonti del quotidiano Usa sostengono che molti tra quelli avrebbero trovato rifugio in campi profughi. Altre fonti riferiscono invece di persone fuggite nella giungla, completamente abbandonate a sé stesse. Secondo le autorità dello stato indiano, le violenze non sarebbero state opera di induisti, quanto piuttosto dei ribelli maoisti.

Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha parlato di una “disgrazia nazionale”, mentre Papa Ratzingher ha espresso la sua preoccupazione per la sorte della comunità cattolica della regione. Lo sciopero delle scuole è stato promosso dalla Conferenza dei Vescovi Cattolici Indiani, che gestisce 25mila scuole in tutto il paese ma, in solidarietà con loro, anche diverse scuole di altre religioni sono rimaste chiuse. Sempre per oggi sono in programma manifestazioni in diverse città indiane, per chiedere al governo di intervenire sia per riportare la sicurezza nella zona, sia perché fornisca aiuti agli sfollati. Le violenze sono iniziate sabato scorso con l'uccisione di un cattolico, Swami Laxmanananda, freddato per strada nel distretto di Kandhamal. Gli induisti accusano i cattolici di fare proseliti con i fuoricasta , anche per mezzo della corruzione.
 
Categoria: Profughi, Religione
Luogo: India