La Corte penale internazionale ha ordinato indagini preliminari sul paramilitarismo e la corruzione politica
scritto per noi da
Simone Bruno
La visita in Colombia del giudice della corte penale internazionale (CPI), Luis
Moreno Ocampo e del giudice spagnolo Baltasar Garzón arriva in una settimana estremamente
agitata, in cui i due illustri ospiti potrebbero convincersi della fragilità della
democrazia del paese.
Lo scontro tra il presidente Uribe e la Corte Suprema di Giustizia, l’organo
più autorevole della magistratura colombiana, incaricata delle indagini sullo
scandalo della Parapolitica, è al suo apice. Questo scandalo riguarda i legami
tra il potere politico e i paramilitari delle Auc (Autodefensas unidas de Colombia)
e coinvolge circa 70 tra parlamentari e senatori, quasi tutti di partiti che appoggiano
il presidente.
Rivelazioni. La rivista
Semana ha rivelato, alla vigilia della visita dei due importanti magistrati, che due
uomini vicini al temibile capo paramilitare Don Berna, si sono incontrati nel
palazzo presidenziale con due funzionari molto vicini ad Uribe. I due insoliti
ospiti venivano a mostrare delle prove, poi rivelatesi inconsistenti, per aiutare
il presidente a screditare i giudici della Corte Suprema. Questi fatti hanno portato
Francisco Ricaurte, presidente della Corte Suprema a denunciare una "strana alleanza"
tra il governo e i paramilitari contro il massimo tribunale e ha continuato: “Si
sta organizzando un complotto contro la Corte Suprema di Giustizia per screditare
i magistrati e delegittimare le sue indagini”. Come se non bastasse tutti i magistrati
del processo di
Justicia y paz e della Corte Suprema coinvolti nella parapolitica sono stati minacciati di morte
recentemente.
Vicino al cuore. Il fratello del nuovo ministro della Giustizia e degli Interni, Fabio Valencia
Cossio, alla guida della procura di Medellin, è stato costretto a dimettersi a
causa di alcune intercettazioni telefoniche dalle quali risulta chiaro il suo
coinvolgimento con il gruppo narco-paramilitare di “
don Mario”, uno dei gruppi neo paramilitari più potenti che si disputa il controllo della
città. Evidentemente anche il posto del ministro Cossio vacilla, proprio mentre
questi cercava di far passare una riforma politico giudiziaria che ha per scopo
togliere le indagini della parapolitica dalle mani della Corte Suprema e rinviare
una vera riforma politica al 2010.
Indagini preliminari. E pensare che i due giudici sono in Colombia esattamente per decidere se aprire
o meno un processo formale della Cpi contro la Colombia, per i sospetti sulla
indipendenza della magistratura e sul processo di pace con i paramilitari, nel
caso riscontrino difficoltà o mancanza di volontà del governo nella ricerca della
verità e della riparazione delle migliaia di vittime.
I due magistrati si sono incontrati con esponenti del governo, organizzazioni
di vittime e giudici della Corte Suprema di Giustizia. L’ultimo giorno hanno partecipato
alla riesumazione di 25 corpi da una fossa comune, trovata grazie alle confessioni
del paramilitare noto come H.H. nell’ambito del processo di Justicia y paz. H.H. è l’unico integrante la cupola delle Auc a non essere ancora stato estradato
negli Stati Uniti dal presidente Uribe.
In nome della verità. Ocampo ha espresso la necessita di far rientrare i capi estradati affinché continuino
le loro confessioni in Colombia: “E’ compito di tutti gli organismi dello Stato
e della Giustizia non lasciar andare gli implicati nel processo di
Justicia y paz prima che questi terminino di dire la verità al paese e alle vittime.” Ocampo
sta compilando un dossier sulla Colombia sin dal 2004 e questa è la sua seconda
visita ufficiale. Il giudice presenterà tra un mese una relazione sul caso colombiano
agli altri 18 giudici della Cpi che decideranno se aprire una indagine formale,
che sarebbe la prima della Cpi fuori dal continente africano.
La relazione si baserà su tre punti: gli effetti della estradizione dei capi
paramilitari sulla verità, le interferenze del potere esecutivo nel giudiziario,
con il chiaro intento di ostacolare il processo della parapolitica, e la capacità
di trovare i mandanti politici dietro i crimini dei paramilitari.
Nella lettera che annunciava la visita ufficiale, Ocampo chiede al governo: “Come
si assicurerà il giudizio ai massimi responsabili dei crimini che sono sotto la
competenza della Cpi, inclusi quelli di dirigenti politici e di membri del Congresso
presumibilmente vincolati con i gruppi smobilizzati? […] La parapolitica è un
tema centrale per noi, perché i massimi responsabili debbono essere giudicati
e condannati”.
Secondo quanto riportato dalla agenzia Ips News, Ocampo sarebbe molto scontento che i parapolitici siano indagati solamente
per organizzazione a delinquere e non per crimini di lesa umanità.
Verso un procedimento penale internazionale. La visita di Ocampo e le sue dichiarazioni sono sembrate come il sintomo di
una indagine preliminare. Al governo ora dimostrare che quel poco di potere giudiziario
non politicizzato che ancora esiste nel paese sudamericano ha ancora la possibilità
di operare liberamente, altrimenti la CPI potrebbe invocare la giurisdizione sul
caso e iniziare una indagine formale.
Come lo stesso Ocampo dichiarò nella sua prima visita in Colombia: “La Cpi rappresenta
un nuovo diritto nel quale non c’è posto per l’impunità. O i tribunali nazionali
fanno il loro lavoro o la faremo noi”.