Dando seguito alle richieste di Sochumi e Tskhinvali, la Duma prima e il Consiglio
della Federazione Russa dopo, hanno votato all'unanimità una mozione per chiedere
al Cremlino il riconoscimento dell'indipendenza delle repubbliche separatiste
di Abkhazia e Ossezia del Sud. Oggi, il presidente della Russia, Dmitry Medvedev
ha pronunciato un discorso alla nazione in cui ha annunciato di avere firmato
i decreti di riconoscimento delle due repubbliche come stati indipendenti.
Questo il testo integrale del discorso:

"Rispettabili cittadini Russi,
Certamente sarete al corrente della tragedia che si sta consumando in Ossezia
del Sud. Gli attacchi dell'artiglieria georgiana sulla città di Tskhinvali hanno
causato la morte di centinaia di nostri cittadini inermi. Dei peacekeepers russi
sono morti nel compimento del loro dovere, mentre difendevano donne, bambini e
anziani. Il governo georgiano ha violato i Principi delle Nazioni Uniti, i Trattati
Internazionali e, mettendo da parte il buonsenso, ha lanciato un'offensiva militare
contro i civili, divenuti vittime. Un simile destino attende anche l'Abkhazia.
A quanto pare, Tbilisi mirava a compiere un'operazione lampo che avrebbe consegnato
al mondo un "fatto compiuto". Ha deciso di usare il mezzo più disumano per raggiungere
l'obiettivo e prendere il controllo dell'Ossezia del Sud: lo sterminio di un intero
popolo.
Non si tratta del primo tentativo. Nel 1991, il presidente georgiano Gamsakhurdia
diede l'ordine di annientare Sochumi e Tskhinvali al grido di "La Georgia ai georgiani".
Riflettete su queste parole! Fu solo l'intervento della Russia che impedì lo sterminio
della gente di Abkhazia e di Ossezia. Il nostro Paese ha indossato le vesti di
mediatore e con i suoi peacekeepers ha cercato una soluzione politica alla crisi.
E abbiamo sempre rispettato l'integrità territoriale della Georgia.
Il governo georgiano ha scelto di seguire una strada diversa. Ha fatto deragliare
i colloqui, ignorato i trattati e provocato, mettendo a segno azioni militari
e politiche. Ha attaccato i nostri peacekeepers, violando la status quo nelle
zone di conflitto stabilito d'accordo con Nazioni Unite e Osce.
La Russia ha dimostrato di avere molta pazienza: più di una volta abbiamo richiesto
di ritornare al tavolo delle trattative e non abbiamo cambiato posizione neanche
dopo la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo. Ma il nostro invito
insistente alla Georgia a firmare un accordo sul "non-uso della forza" in Abkhazia
e Ossezia del Sud, è caduto nel nulla. Purtroppo il nostro invito è rimasto inascoltato
anche da parte della Nato e delle Nazioni Unite.
Adesso è tutto chiaro: una soluzione pacifica del conflitto non rientrava nei
piani di Tbilisi. I vertici georgiani si sono preparati metodicamente alla guerra,
mentre il supporto politico e materiale da parte di "consiglieri esterni" ha solo
rafforzato la loro sensazione di impunità.
La notte dell'8 agosto, Tbilisi ha fatto la sua scelta. Saakashvili ha scelto
di risolvere il problema con il genocidio. Così ha distrutto con le proprie mani
tutte le speranze di una pacifica coesistenza di osseti, abkhazi e georgiani in
un solo stato. I popoli di Abkhazia e Ossezia del Sud si sono espressi più volte,
tramite referendum, per l'indipendenza delle loro repubbliche. Abbiamo capito
in ritardo cosa stava succedendo a Tskhinvali e cosa era stato programmato anche
per l'Abkhazia. Loro hanno il diritto di decidere da soli la loro sorte.
I presidenti di Abkhazia e Ossezia del Sud, sulla base dei referendum e della
decisione dei loro parlamenti, hanno fatto appello alla Russia affinchè venisse
riconosciuta la sovranità degli Stati di Abkhazia e di Ossezia del Sud. Il Consiglio
della Federazione russa e la Duma, hanno deciso di raccogliere questo appello.
A questo punto è necessario prendere una decisione. Considerata la volontà e
il libero arbitrio del popolo Sudosseto e di quello Abkhazo, vigenti le disposizioni
dei Principi Generali delle Nazioni Unite, vigente la Dichiarazione del 1970 regolanti
secondo il diritto internazionale i rapporti fra gli Stati, considerato l'Atto
Finale di Helsinki del 1975 sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa e sulla base
di altri trattati internazionali vigenti, io ho firmato i decreti per il riconoscimento,
da parte della Federazione Russa, dell'indipendenza della Ossezia del Sud e di quella dell'Abkhazia".