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I fatti. L'iniziativa rientra nel piano voluto dal governo e nominato “Plan de Desarme”:
i bambini consegnalo i loro giocattoli da guerra e in cambio ne ricevono altri,
anche didattici. Quindi può capitare che consegnando una pistola di plastica si
riceva in cambio una bella bicicletta, una palla o dei puzzle. E sembra che il
progetto abbia già ottenuto un discreto successo. Sono state decine, infatti,
i bambini che dalle prime ore del mattino hanno fatto la fila per scambiare i
loro giocattoli. Il grande successo del “Piano di disarmo” ha fatto in modo che
le autorità decidessero di estendere il progetto anche in altri quartieri e in
altre città del Paese.
La polizia. “Siamo venuti in questo quartiere simbolo per istruire i bambini sulla pericolosità
delle armi e richiamare le coscienze dei loro genitori. Spesso, troppo spesso
purtroppo la violenza si genera all'interno dei nuclei familiari e i figli di
gente violenta abituata a possedere armi, rischiano di crescere allo stesso modo”
racconta il giovanissimo Edwin Rojas, direttore del Centro de prevencion de Crimines.
“Con questo tipo di attività si sta materializzando il piano di prevenzione che
volevamo per i settori della popolazione più sensibili, come i bambini”.
Le reazioni. “Il progetto è buono ma se un bambino cresce con la testa calda, magari ha il
papà in prigione o uno zio morto ammazzato è difficile fare in modo che cresca
in un ambiente tranquillo o che non si avvicini a gruppi che fanno della violenza
una cosa quotidiana, uno stile di vita” racconta al telefono con Peacereporter Fernando del barrio Petare. Alessandro Grandi