L'Honduras è da oggi ufficialmente un Paese membro dell'
Alba (
Alternativa Bolivariana para las Americas), l'alternativa economica all'
Alca (
Area di Libre Comercio para las Americas).

“L'Alba è un'alternativa all'egemonia dell'impero. Uno spazio di integrazione
dei governi progressisti di governi che programmano un cammino dentro la giustizia
sociale e per i nostri popoli” ha detto Chavez ai margini della cerimonia che
ha visto presenti anche Morales, Ortega, e il vicepresidente di Cuba, Carlos Lage.
Dello stesso avviso il presidente hondureño Manuel Zelaya che davanti a una fitta
schiera di suoi sostenitori ha fiormato l'ngresso del suo Paese nell'Alba. “Il
nostro Paese e la sua popolazione non hanno bisogno di chiedere il permesso a
nessuno per sottoscrivere l'impegno per aderire all'Alba” ha detto Zelaya forse
disturbato dalle critiche piovute dai partito d'opposizione e dalle associazioni
degli industriali, contrari alla nuova adesione. “Non c'è un vero programma, il
documento è ambiguo. Sembre esclusivamente un'alleanza contro gli Stati Uniti”
sostiene il deputato d'opposizione Carlos Kattan. Intanto, dopo le polemiche quasi
scontate proveniente dall'opposizione giungono i primi segnali su quali saranno
i benefici dell'ingresso nell'Alba.
Per prima cosa il Venezuela, vero motore di tutta l'operazione, faciliterà all'Honduras
il pagamento del petrolio proveniente da Caracas. In secondo luogo Chavez ha promesso
che il suo Paese parteciperà alle imprese di produzione alimentare, energetiche
e a vari progetti sociali.