Risale su tutti i fronti la tensione in Georgia: sia al porto georgiano di Poti,
dove domani si fronteggeranno direttamente militari russi e statunitensi, che
in Ossezia del Sud, dove i militari georgiani hanno rioccupato un villaggio e
si temono nuovi scontri armati.

Questa mattina fonti statunitensi hanno annunciato per domani l'attracco del
cacciatorpediniere USS McFaul e di un'altra nave Usa nel porto georgiano di Poti,
ancora presidiato dalle truppe di Mosca. I militari Usa vogliono consegnare container
pieni di materiale umanitario alle autorità georgiane. I russi, i quali finora
hanno bloccato ogni attività del porto, difficilmente staranno fermi a guardare:
nei giorni scorsi Mosca aveva espresso dubbi sulla natura non militare del carico
navale Usa.
Ma è dall’Ossezia del Sud che arrivano le notizie più inquietanti. Ieri i militari
georgiani avevano eluso le linee russe, riuscendo a riprendere il controllo del
villaggio di Mosabruni senza incontrare alcuna resistenza. Ora minacciano di attaccare
le milizie separatiste ossete che controllano la vicinissima cittadina di Akhalgori.
Secondo Tbilisi, le “bande illegali ossete” stanno continuando a “terrorizzare
e a saccheggiare” la popolazione georgiana rimasta ad Akhalgori e negli altri
centri abitati dell’Ossezia del Sud. Le postazioni nuove georgiane e ossete distano
solo poche centinaia di metri. Elicotteri militari russi sorvolano la zona.