26/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Si apre oggi la nuova legislatura, con il processo di pace ancora in forse
scritto per noi da
Matteo Fagotto
 
 
Si apre ufficialmente oggi la nuova legislatura in Zimbabwe, a ben cinque mesi dalle elezioni parlamentari. Con una significativa novità. Bistrattato da Mugabe e diviso al suo interno, il Movement for Democratic Change, l'ex-partito di opposizione ora in maggioranza alla camera bassa, ha ottenuto ieri il primo significativo successo politico: l'elezione di un suo uomo come presidente dell'assemblea. Una vittoria che rilancia le credenziali del Mdc nella trattativa politica con il presidente Robert Mugabe, nonostante il partito abbia annunciato per oggi il boicottaggio dei lavori parlamentari.
 
Lovemore MoyoL'elezione di Lovemore Moyo alla guida della camera bassa è qualcosa di storico: per la prima volta dall'indipendenza dello Zimbabwe, avvenuta nel 1980, uno dei rami del Parlamento è guidato dall'opposizione. Un duro colpo per lo Zanu-Pf, il partito di Mugabe, che nei giorni scorsi aveva tentato di raggiungere un accordo con Arthur Mutambara, leader di una fazione dissidente del Mdc, per assicurarsi la maggioranza alla camera. Un accordo che, stando alla votazione di ieri per Moyo, sembra non essere andato in porto. "Anche se avesse siglato un patto con Mugabe, dubito che Mutambara sarebbe stato seguito dai suoi parlamentari", fa sapere a PeaceReporter l'analista politico Takura Zhangazha. "Mugabe e Mutambara non possono formare un governo tagliando fuori la maggioranza del Mdc, perché non avrebbero il necessario riconoscimento internazionale".
 
Eppure, fino a pochi giorni fa, la sorte di Morgan Tsvangirai, principale leader del Mdc e vincitore del primo turno delle presidenziali lo scorso maggio, sembrava segnata. Tagliato fuori dalle tattiche di Mugabe, che aveva deciso di convocare il Parlamento in violazione del memorandum di intesa firmato con l'opposizione, il partito di Tsvangirai era stato attaccato anche da Mutambara. Il quale si era poi scagliato contro i Paesi occidentali in quanto fomentatori della crisi politica, in un discorso fin troppo in stile Mugabe.
 
Robert MugabeOra, il ritorno in auge del Mdc si ripercuoterà probabilmente sui colloqui di pace. Il partito ha dimostrato di essere vivo e di poter ancora giocare un ruolo importante. "Nessuno in Zimbabwe e tra i mediatori regionali vuole che questi colloqui si trascinino all'infinito", dichiara a PeaceReporter l'analista Tanana Mpanyane. "E' chiaro che nessuno dei due partiti può andare lontano senza la partecipazione attiva dell'altro". I primi segnali, però, non sono incoraggianti: ieri la polizia ha arrestato due membri del Mdc prima della votazione, rilasciandone successivamente uno, con il possibile scopo di condizionare il voto. Oggi, gli uomini del Mdc hanno annunciato che boicotteranno l'apertura dei lavori del Parlamento per protesta contro Mugabe, non riconosciuto come legittimo presidente dopo le violenze che accompagnarono il ballottaggio. Che a farne le spese sia l'unica istituzione sotto il loro controllo è l'ultima delle tante contraddizioni di questo Paese.
Parole chiave: zimbabwe, mdc, zanu-pf, mugabe, tsvangirai, mutambara
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Zimbabwe