Il presidente Fernando Lugo ha dato una notevole sferzata alla politica paraguayana.

Dopo aver nominato fra i suoi ministri una donna di origine indigena (è la prima
volta che accade nel Paese), adesso Lugo mette in ordine le alte cariche militari.
Una misura quella voluta dell'ex prelato che tende a tagliare i ponti con il
passato per far partire un nuovo processo di purificazione di certi ambienti alimentati
da decenni di corruzione. Dunque, la stragrande maggioranza dei vertici militari
andrà in congedo. Fra loro i comandanti dell'esercito, de la Armada, dell'aviazione
e altri 15 ufficiali. Stessa sorte è toccata al capo della polizia nazionale sostituito
circa una settimana fa dal commissario Federico Acuña.
La decisione di cambiare i comandi militari è stata presa dal presidente per
rispondere alla domanda della popolazione che da tempo chiedeva di porre fine
all'abuso di potere, alla corruzione e alla mancanza di sicurezza all'interno
delle istituzioni. Non solo. La società civile paraguayana ha spesso criticato
le forze militari per la loro corruzione e per il ruolo giocato nella vita politica
del Paese spesso vicina ai tentativi golpisti.
I nuovi vertici militari, considerati “fedeli all'ordine istituzionale” giureranno
oggi.