Al termine della sua visita a sorpresa a Baghdad, il segretario di Stato Usa
Condoleezza Rice annuncia assieme al ministro degli Esteri iracheno, Hoshyar Zebari,
che un accordo sul futuro delle forze Usa nel paese è vicino. Attualmente sono
di stanza in Iraq 147 mila soldati Usa.

L'annuncio giunge dopo dieci mesi di discussioni che presentano ancora alcuni
punti critici, come la definizione di un calendario per il ritiro e la questione
dell'immunità delle truppe Usa. La Rice tuttavia è convinta che l'accordo finale
"sarà in linea con la legge e la sovranità irachena". La bozza di accordo prevede
l'impegno degli Usa a iniziare il ritiro dalle città irachene entro la prossima
estate. Le truppe non verranno rispedite a casa ma saranno dislocate nelle grandi
basi, lontano dalla vista degli iracheni. Nonostante l'ottimismo esibito sia dalla
Rice che da Zebari, l'accordo non prevede passi concreti verso un ritiro effettivo
e rimane legato alle tempistiche che saranno necessarie alle forze della sicurezza
irachene per raggiungere l'autonomia operativa. A margine della bozza di accordo
i due diplomatici hanno anche discusso dei 20mila prigionieri detenuti senza accuse
dall'esercito Usa e della legge elettorale per le prossime consultazioni.