21/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Culto della personalità in formato sportivo. E lo straniero non ne può più
Scritto per noi da
Francesco Motta
 
C’era una volta la storia dei 2 fratelli. Il destino li ha uniti ed ora speriamo che se li porti via.

Il primo fratello è sempre quello maggiore e nasce a Shanghai
, è brutto, ma cosi brutto che gli amici lo chiamano l’uomo-elettrodomestico: un corpo da frigorifero-226cm con la testa quadrata come un microonde. La sua storia da brutto anatroccolo, troppo brutto per essere un cigno e troppo anatroccolo per essere così brutto, non ha affascinato nessuno. Allora lui, sguardo-cagnone, mandibola quadrangola, nel 2002 è partito con la valigia  per l’avventura americana perché lui riusciva a centrare il cerchio con la palla da notevole distanza e si sa che in America basta questo per essere rispettabile e intellettuale. Ne ha tirate tante di palle, tutte dentro al cerchio e gli americani lo hanno applaudito e ora è un uomo rispettabile che tutti lo guardano.

Lui ora ha coronato il sogno stellare e le strisciate le fa con il bancomat in milioni di dollari. Le sue evoluzioni al canestro fanno il giro del mondo e ha nel suo mondo giallo milioni di giovani ammiratori che lo guardano mentre lui stoppa palle in cielo, blocca gli avversari, allunga il passo giraffico, spreme la palla con le manone, lancia sguardi di gelo, si volta come pachidermo elastico, pluf: 2 punti, folla in delirio. Corrono ora i ragazzi sui campi in cemento, tutti a canestro, nei cortili, nelle strade, negli spiazzi, tutti ci provano. Lui ora è un idolo, un ninnolo, un mestolo, un simbolo della città, una sorpresa Kinder, e appena rientra in patria c’è la Nazione che lo aspetta e lo festeggia.

Lui è Yao Ming, il fratello maggiore del reame mandarino
. Lui è il trastullo televisivo, un simpatico gadget nazionale, un simbolo da vantare per ogni evento, e il Governo lo sa, lo sa che lui è la Cina negli Stati Uniti, la Cina che ce la fa, la Cina che vince, la Cina seria, la Cina giovane, la Cina corretta, la Cina che gli Stati Uniti temono di più.

Il secondo fratello è invece quello minore dei due. Quel giorno il fratellino volava come la libellula, volava radente, scia silenziosa, il suo battito rapido delle ali, il suo fruscio di scarpette, il suolo leggero ed elastico, la libellula sfiorava gli ostacoli. Quel giorno il tempo si è fermato a 12.88sec, record del mondo. E il popolo giallo ha iniziato a volare con lui.

Lui si è cristallizzato in quella scena
con il suo viso felice, radioso, sorridente, semplice, lui seduto sul tabellone con il tempo impossibile. Il popolo mandarino si è commosso, i media e gli sponsor pure. Lui è Liu Xiang, il personaggio che tutti i taxisti vorrebbero trasportare, che tutti i vigili vorrebbero multare per eccesso di velocità, che tutti gli operai vorrebbero portare nei loro cantieri. Ed è anche il più corteggiato della Cina, amato dalle ragazze.

Un uomo da sposare, speriamo, cosi ce lo tolgono di torno. Sì perché ora diciamocela tutta, qui nel paese mandorlato non passa giorno che il povero gigione non venga osannato, immortalato, seguito, strapazzato, che venga seviziato per creare l’altro simbolo nazionale, un personaggio forte che possa generare un impatto sul mondo occidentale. Lui è il cinese che può battere i fulminei neretti dopati americani. Il cinese dalla faccia buona, il cinese che può convincere gli occidentali, il cinese che è sereno e vince, il cinese che ha il record del mondo: 110 ostacoli, 12.88, Liu Xian – P.R.CHINA

La Cina ora li ha scelti, li voleva tanto
, doveva dimostrarci che sono loro il popolo più forte, il popolo che può fare inchinare il mondo. Il Governo li ha messi sul piedistallo, ce li propina sempre, ce li inculca, ce li tiene in vista e ora vivono con i fari puntati addosso che non possono andare in bagno che qualcuno non calcola i millisecondi e le scie ossequiose che essi creano nel liberarsi degli ostacoli della stampa. Ora sono personaggi mondiali e olimpici,  ora li abbiamo anche noi in Cina, li vantiamo, ne siamo fieri ed orgogliosi: il primo nella sua statuaria monumentalitaà e nella mascella grandangolare, il secondo nella sua elasticità femminile e nel suo sorriso ebete.

Però c’è un limite a tutto, ora non passa isolato che non ti appare il cattivo mascellato che ti guarda e ti promuove un GPS, una Visa, un gelato, un virus portatile, un’arma di distruzione di massa mentre l’altro, quello che salta, è dappertutto, ti sorpassa appiccicato sul bus, in alto nei grattacieli, sulle scarpe, sulle birre, nei libri, nei taxi, negli aeroporti.

E allora speriamo che sta favola finisca presto perché io mi sono annoiato, e le Olimpiadi magari sono la loro rapida conclusione della storiella.
Eppure io li avevo tanto amati
Parole chiave: cina, yao ming, liu xiang, olimpiadi, pechino
Categoria: Costume
Luogo: Cina
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